Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di passionecivica (del 22/03/2010 @ 22:14:47, in Politica, linkato 57 volte)
Bergamo, 22 marzo - Chi detta la linea politica? E' la domanda che si sono posti i consiglieri di opposizione a Palazzo Frizzoni dopo la vicenda, uscita su "L'Eco di Bergamo" nei giorni scorsi, che rivela la mancanza di compattezza tra Pdl e Lega. Leggere per credere! "Soltanto pochi giorni fa, nella discussione delle linee programmatiche, ci è stato detto dal Sindaco Tentorio e dal capogruppo leghista Daniele Belotti che la maggioranza e la Giunta di Palazzo Frizzoni non sono mai state così compatte. Sono bastati pochi giorni ed una delibera presentata dall’assessore Callioni, per dare ancora una volta il segno di come questa amministrazione sia condizionata dall’atteggiamento, spesso pretestuoso della Lega.
La delibera riguarda la partecipazione al bando regionale per le politiche di integrazione concernente l’immigrazione, bando a cui il Comune di Bergamo intende partecipare, in una linea di continuità con le precedenti esperienze, con un progetto di mediazione culturale presso la Casa Circondariale di Bergamo. Gli assessori leghisti Saltarelli, Bandera, Invernizzi, Facoetti sono usciti dall’aula per non votare questa delibera. E’ paradossale e sconcertante che in tempi di vacche magre ci si possa permettere di ignorare delle risorse da investire in campo sociale (per di più stanziate dalla Regione Lombardia governata dalla stessa Lega con il Pdl) a cui, tra l’altro, alcuni Comuni a conduzione leghista hanno chiesto di accedere. Qualche mese fa c’è stata la tragedia del terremoto ad Haiti. I Bergamaschi hanno risposto con generosi contributi per aiutare la popolazione haitiana. L’assessore Callioni, in attuazione di un ordine del giorno approvato in Consiglio Comunale, ha predisposto un “Ufficio Cooperazione” per coordinare lo sforzo solidaristico in città. Una volta di più la Lega ha storto il naso. Gli studi del medico russo Ivan Petroviè Pavlov chiariscono il bizzarro comportamento degli assessori leghisti nella seduta di Giunta del 10 marzo. Appena sentita la parola “ immigrati” hanno sviluppato un riflesso condizionato, che ha portato ad un’immediata reazione di allontanamento dall’aula. Non ha nessuna importanza se il termine immigrazione è associato a finanziamenti regionali, a miglioramento delle condizioni di vita, alla convivenza civile, basta la parola “ immigrazione “ e si scatena il riflesso di ripulsa. E’ un semplice riflesso condizionato, nulla di più, nulla di meno. Quando la cosa è divenuta di dominio pubblico, Il sindaco Tentorio, come suo solito, ha minimizzato, ma i problemi non si risolvono negandone l’esistenza. Ancora una volta invitiamo il Sindaco a battere un colpo e a dare un indirizzo chiaro e preciso all’azione amministrativa, sin qui davvero confusa, di questa Giunta. I consiglieri comunali: Giacomo Angeloni, Roberto Bruni, Elena Carnevali, Claudio Crescini, Enrico Fusi, Sergio Gandi, Nadia Ghisalberti, Vittorio Grossi, Carla Maria Marchesi, Giuseppe Mazzoleni, Simone Paganoni, Ebe Sorti, Paola Tognon, Fiorenza Varinelli, Pietro Vertova, Stefano Zenoni.
 
"UN LEADER, MA LA VIA NON GLIELA INTITOLEREI"

Bergamo, 12 gennaio - "L'Eco di Bergamo" ha intervistato Roberto Bruni sulla questione dell'intitolazione di una via a Bettino Craxi. Di seguito l'intervista di Dino Nikpalj dal titolo "Un leader, ma la via non gliela intitolerei". «Cominciamo col ricordare che quando Bettino Craxi vince il congresso al Midas nel 1976, lo fa grazie ad un'alleanza con i lombardiani». L'ex sindaco Roberto Bruni comincia da lontano: lui lombardiano di ferro «come buona parte della Federazione bergamasca» non ha comunque difficoltà nel riconoscere «che nel fare la storia del socialismo italiano degli ultimi tempi non si possa prescindere dal ruolo di Craxi». Nel bene o nel male? «Nel bene e nel male, direi...». Cominciamo dal bene? «Una grande capacità d'innovazione e l'aver tolto i socialisti da una posizione di minorità che aveva caratterizzato la loro storia. Nonostante le loro grande intuizioni, probabilmente svalorizzate». Lei non è mai stato entusiasta di Craxi, in verità... «No, ma non posso non riconoscere come sia stato lui a porre per primo il tema delle riforme, venendo tra l'altro sbeffeggiato. Insomma, era un uomo che pensava e aveva la testa già in Europa». E il male? «Politicamente l'errore è stato quello di non aver capito che dopo il crollo del Muro il clima era completamente cambiato. Occorreva rompere con il pentapartito... Ha sbagliato i tempi, doveva andare alle elezioni anticipate e non far marcire la situazione fino al 1992... Paradossalmente, tanto è stato anticipatore e tanto si è impantanato in certe logiche del politichese che l'hanno travolto». Poi c'è Tangentopoli... «Situazione figlia dell'errore politico, alla fine Craxi è rimasto prigioniero di un sistema clientelare e politico che ha caratterizzato tutti». I socialisti più di altri? «No, mi creda. Proprio no...». Come era essere socialisti in quegli anni del crepuscolo craxiano? «Era molto dura, e a Bergamo il merito di tenere duro è stato soprattutto di Paolo Crivelli e Pia Locatelli... Non abbiamo conosciuto grossi problemi dal punto di vista giudiziario, anche perché eravamo entrati in Giunta relativamente da poco, dal 1985. Comunque siamo riusciti a far arrivare l'amministrazione Galizzi fino alla sua scadenza naturale, nel 1995. Certo, ci sono state situazioni inaccettabili...». Tipo? «L'ondata giustizialista, i cappi sventolati in Parlamento, le bandiere leghiste fuori da Palazzo di Giustizia di Milano... Poi per giunta facendo l'avvocato, sono rimasto basito davanti a certi teoremi che vedevo applicati ad esponenti socialisti con una consistenza probatoria decisamente scarsa». Col senno del poi avete fatto da capro espiatorio? «Eravamo l'anello più debole, e il finanziamento illecito era un modo per rispondere a quello che il Pci aveva da una potenza straniera, addirittura nemica come l'Urss, e la Dc da una amica come gli Usa. Di certo siamo quelli che abbiamo pagato più di tutti, forse proprio perché Craxi aveva alzato troppo la testa». Ma lei questa via a Milano gliela intitolerebbe? «No». Reminescenze da lombardiano? «Affatto, ma le vie si danno solo quando la storia è decantata: se il tema diventa ancora oggetto di polemica politica, vuol dire che il momento è sbagliato». Ma da socialista, ragionando con il puro sentimento? «No, non me la sentirei. Craxi è stato un leader dalle grandi intuizioni, ma sicuramente ha avuto grandi torti». 

 
Di Lista Bruni (del 10/01/2010 @ 18:45:16, in Politica, linkato 95 volte)
Bergamo, 10 gennaio - A seguito delle dichiarazioni e dei giudizi espressi dalle forze di opposizione in merito all'amministrazione Tentorio e alla mancata presentazione delle Linee programmatiche, Tentorio & Co. hanno voluto rispondere. Ma Lista Bruni, Pd, Italia dei Valori e Verdi non potevano non replicare a loro volta. Ecco il testo del comunicato inviato ai giornali domenica 10 gennaio: "Dopo aver fatto, per anni, un’opposizione basandosi anche sulla deformazione strumentale della realtà dei fatti e dopo una campagna elettorale basata spesso e volentieri sull'aggressività nei confronti degli avversari (altro che “partito dell’amore”!), Tentorio & Co, ora che sono al governo della città, riscoprono il valore dell’obiettività e ci accusano di non averla rispettata nel corso della nostra conferenza stampa di venerdì 8 gennaio. Il motivo? Avremmo detto che in questi sei - per la verità sette - mesi, l'Amministrazione Pdl-Lega non ha fatto nulla di nuovo. Pur con i toni critici, consoni a chi è minoranza e fa opposizione, abbiamo in realtà affermato 2 verità oggettive: 1) l’azione della Giunta si è caratterizzata sino ad ora, quasi esclusivamente, per il completamento di iniziative già impostate ed avviate dalla precedente Amministrazione. 2) Non si comprende quale sia il progetto portato avanti dall’ amministrazione in carico dal momento che nulla si conosce delle linee programmatiche, nonostante sia scaduto da tempo il termine per la loro presentazione. Di qui, il giudizio di evanescenza dell’azione amministrativa del Sindaco, della Giunta e della maggioranza Pdl-Lega. L’elenco di cose fatte esposto dal Sindaco Tentorio conferma la verità di quanto da noi affermato: 1) La conclusione della trattativa con il Demanio è frutto di un lavoro e di un intenso rapporto curato e sostenuto nei cinque anni dell’Amministrazione Bruni. Non ci sarebbe stato alcun accordo se non fosse stato risolto il contenzioso su Sant’Agata, e la trattativa e sottoscrizione dell’accordo sulle Caserme (come ammesso onestamente dalla stesso assessore Pezzotta) è l’atto finale di un testo già validato e predisposto prima delle elezioni. Noi siamo orgogliosi dell’esito finale, indipendentemente da chi lo ha firmato. Perché la città attendeva da quasi mezzo secolo la fine di questo iter e la possibilità ora di mettere ordine su aree da tempo dismesse e degradate. 2) Vale lo stesso per Astino e i finanziamenti già promessi dalla Regione, giunti del tutto volutamente, e scorrettamente, solo dopo il cambio dell’amministrazione. Ma anche qui il nostro impegno – insieme alla MIA, istituzione pubbliche ed agli sponsor privati - è stato nei confronti della città: la volontà di restituire un’area e un monastero di pregio inestimabile ai cittadini, alla storia e alla valorizzazione del turismo di qualità. Ed è una soddisfazione per tutti vedere che i lavori procedono con celerità. 3) Il calo dei reati (purtroppo solo di alcuni) andrebbe verificato con dati aggiornati. Si tratta, in ogni caso, di un trend generalizzato ed in corso da tempo, che non può certo ascriversi al merito di questa amministrazione che, sulla sicurezza, ha fatto molti annunci ma quasi nulla di concreto: delle fatidiche “ronde” annunciate per l’autunno non c’è infatti traccia; i parcheggiatori abusivi (di cui il capogruppo leghista Belotti aveva promesso la sparizione in 15 giorni) sono ancora lì; dopo l’ordinanza sui mendicanti nulla è cambiato, a dimostrazione che si è trattato di una operazione di mera propaganda e che altre sono, invece, le strategie da adottare. 4) E’ vero che il PGT è stato approvato anche grazie ad un atteggiamento responsabile e costruttivo delle opposizioni, ma occorreva rispettare una scadenza improrogabile imposta dalla legge; si tratta, comunque, nelle sue linee fondamentali, del PGT impostato ed adottato dalla precedente Amministrazione anche se, a nostro avviso, reso meno convincente dalle modifiche introdotte che, detto per inciso, non comportano affatto più verde, inteso come verde pubblico, ma l’esatto contrario. 5) I rapporti con la Provincia erano buoni anche in passato, ma la città non sa che farsene se per mantenerli si accetta supinamente il diktat dell’Amministrazione Provinciale che vuole stracciare un accordo di programma già sottoscritto sulla nuova sede della Provincia a Porta Sud. La “continuità amministrativa” è doverosa e positiva. Ma ribadiamo l’esigenza di sapere - ed è dovere del Sindaco farlo - come verranno declinati, in concreto, gli annunci che sentiamo da 7 mesi a proposito di turismo, traffico, mobilità, nuove opere pubbliche, politiche per la famiglia, per il sociale, per i giovani e per la cultura. Di qui, l’esigenza, non soltanto nostra (per fare un'opposizione il più possibile costruttiva e propositiva) ma anche e soprattutto della città, di conoscere e discutere le linee programmatiche che sono in oggettivo e grave ritardo. Tentorio e Ceci si difendono ricordando che anche la precedente Amministrazione aveva approvato le linee programmatiche a metà febbraio. Ma tacciono sul fatto che il Sindaco Bruni, insediatosi il 29 giugno 2004, depositò formalmente le sue linee programmatiche il 30 dicembre 2004, dopo che le stesse erano comunque già state rese pubbliche da una ventina di giorni e già presentate ai Consigli Circoscrizionali, alle parti sociali ed alle associazioni cittadine, mentre il Sindaco Tentorio, insediatosi l’11 giugno 2009, non ha ancora presentato le proprie e, a quanto pare, non ha alcuna intenzione di sottoporle alla preventiva attenzione della città, nelle sue diverse articolazioni, limitandosi alla discussione in Consiglio Comunale. Il tempo è insomma davvero scaduto e continuiamo a rimanere in attesa di un confronto leale, vero e senza pregiudizi, anche nella discussione del bilancio 2010, di cui leggiamo qualche anticipazione sulla stampa di oggi: piuttosto che magnificare, coma fanno Sindaco e Giunta, il non aumento delle imposte (bella forza! è una manovra vietata dalla legge), ribadiamo la proposta di rendere più incisivo, rispetto al passato, l’aiuto ai titolari dei redditi medio – bassi a proposito del pagamento dell’addizionale IRPEF dello 0.6% dovuta al Comune. Infine, nessuna replica è arrivata da parte di Sindaco e Giunta circa un fatto davvero grave da noi denunciato: importanti ordini del giorno approvati dal Consiglio Comunale sono rimasti lettera morta perché Sindaco e Giunta non vi hanno dato attuazione (ad esempio, l’ordine del giorno sulla crisi o quello sulla convocazione del Collegio di vigilanza dell’accordo di programma per la nuova sede della Provincia a Porta Sud). Nessuna replica perché il fatto denunciato è vero. Leggiamo che la maggioranza consiliare non se ne fa un problema ed è quindi disponibile a farsi prendere in giro; noi non ci stiamo e continueremo a fare il nostro dovere invitando il Sindaco a fare bene e puntualmente il suo". Roberto Bruni,capogruppo Lista Bruni Elena Carnevali, capogruppo Partito Democratico Vittorio Grossi, Italia dei Valori Pietro Vertova, Verdi
 
Di Lista Bruni (del 09/01/2010 @ 11:16:32, in Politica, linkato 50 volte)
Bergamo, 9 gennaio - Immobilismo assoluto. E’ questo il giudizio sui primi sette mesi di Amministrazione Tentorio di Lista Bruni, Pd, Italia dei Valori, Udc e Verdi. “Speriamo che ci sia un cambio di marcia, un nuovo modo di atteggiarsi da parte del centrodestra; se parla ora di “partito dell’amore” deduco che non si servirà più di quelle ruvidezze di cui siamo stati oggetto in campagna elettorale – dice Roberto Bruni. E aggiunge: “Il rodaggio ora è finito, ma a sette mesi dall’insediamento c’è un’impressione di assoluta evanescenza che rende difficile anche fare opposizione perché il progetto dell’avversario non è chiaro; di fatto, ci troviamo di fronte a un muro di gomma”. Per non parlare delle iniziative annunciate ma in realtà ereditate dalla precedente Amministrazione e, grave, del mancato rispetto di impegni presi in Consiglio Comunale. ”Ad esempio - sottolinea Bruni - la convocazione del Collegio di Vigilanza sulla nuova sede della Provincia a Porta Sud; approvato all’unanimità su nostra proposta, il giorno dopo il presidente della Provincia Pirovano ha fatto "buh" e il Collegio non è stato più convocato. Anche per l’ordine del giorno sulla crisi  è rimasto lettera morta”. “Ci aspettiamo – ha aggiunto Elena Carnevali, capogruppo del Pd - uno scatto di reni da parte di questa Giunta per superare una situazione di lentezza ed inerzia che ci preoccupa. Perché in questo momento, quello che sta andando avanti è, in scala ridotta, il progetto di città che hanno ereditato dalla nostra Amministrazione. Il tempo è scaduto e la città ha il diritto di conoscere gli indirizzi dell’ amministrazione Tentorio”. “Il centrodestra non ha alcun progetto di città – ha sottolineato Pietro Vertova dei Verdi -.C’è una Giunta che vuole apparire garante dell’ordine pubblico, con un’idea di destra nel vero senso del termine, ma questo pone problemi rispetto a come garantire una coesione sociale sul territorio”. Quindi Vittorio Grossi, dell’Italia dei Valori, ha commentato che “Dietro una cortina di compattezza la maggioranza ha spaccature profonde al suo interno su temi importanti”.
 
Bergamo, 2 gennaio - Una puntualizzazione più che dovuta quella di Roberto Bruni sulla questione Patto di Stabilità e premi ai comuni virtuosi, oggetto di un articolo pubblicato su "L'Eco di Bergamo" lo scorso 31 dicembre 2009. Questo il testo inteegrale della dichiarazione di Bruni, pubblicata sull'Eco il 2 gennaio 2010: “Nella dichiarazione riportata da “L’Eco di Bergamo” giovedì 31 dicembre nell’articolo “Premio ai Comuni virtuosi, Bergamo beffata” , l’onorevole Gregorio Fontana, in evidente grave imbarazzo nel cercare di giustificare i paradossali risultati dell’iniziativa governativa in materia di premialità degli enti locali virtuosi, invita a puntare l’attenzione sul riconoscimento dato comunque ai Comuni virtuosi e sul fatto che è valsa la pena rispettare il Patto di Stabilità anche per il Comune di Bergamo. Comune che, secondo le testuali parole di Fontana, “con grande sacrificio è rientrato nei parametri” e ne attribuisce il merito all’attuale Giunta Tentorio, attaccando la precedente, quella da me presieduta, per aver “sbandierato” la minaccia di sforare il Patto. Do una notizia all’onorevole Fontana: i premi al Comune sono stati attribuiti per il 2008, come del resto ovvio dal momento che il provvedimento ministeriale è stato emanato ad annualità 2009 ancora in corso, e nel 2008 il Comune di Bergamo è stato amministrato dalla Giunta presieduta dal sottoscritto, Roberto Bruni. Lo ringrazio quindi per l’apprezzamento, anche se involontario, per il risultato che abbiamo conseguito; per il 2009 se ne riparlerà a tempo debito”.
 
Di Lista Bruni (del 31/10/2009 @ 15:48:45, in Politica, linkato 64 volte)

Lo scorso 28 ottobre il “Secolo d’Italia”, quotidiano vicino ad An, ha pubblicato in prima pagina un articolo in cui si racconta della brutta vicenda della mancata intitolazione a Bergamo di una via a Peppino Impastato. “Perché la scelta assurda della Lega, che ha cancellato il nome di Impastato dalla biblioteca di Ponteranica – si chiede la giornalista che firma il pezzo,Federica Perri - deve "dare la linea" alla coalizione di maggioranza anche nel capoluogo?”. Di seguito l’articolo.  "Ma per quale motivo, a Bergamo, una parte del centrodestra ritiene sbagliata l'idea di intitolare una strada a Peppino Impastato, il giornalista siciliano assassinato dalla mafia nel 1979? Perché la scelta assurda della Lega, che ha cancellato il nome di Impastato dalla biblioteca di Ponteranica, deve "dare la linea" alla coalizione di maggioranza anche nel capoluogo? Si ritiene che la figura del "meridionale" Impastato non possa essere esemplare sopra la linea del Garigliano? Oppure, a trent'anni dai fatti, ci si gingilla ancora con le categorie destra/sinistra e non si riesce a riconoscere che anche uno come Impastato, vicino a Democrazia proletaria, possa essere stato una persona perbene e un eroe civile nella lotta ai clan? I fatti non danno risposta. Tutto è successo due giorni fa al Consiglio comunale di Bergamo, dove è andata in discussione la proposta dell'Italia dei Valori di intitolare una via a Impastato, sostenuta da tutti i gruppi consiliari di opposizione in Consiglio comunale, ma non solo: l'idea di un riconoscimento a Peppino, dopo la pessima figura di Ponteranica, era condivisa anche da parte del centrodestra che governa il Comune. Alla fine ha prevalso la linea della Lega. Per non spaccare la maggioranza il sindaco Tentorio si è astenuto insieme a due consiglieri del Pdl mentre altri due, Giuseppe Petralia e Demetrio Polimeno, hanno votato a favore dell'intitolazione della strada. I "numeri", comunque, non sono stati sufficienti a far passare la proposta e ci si dovrà accontentare, forse, di un concorso nelle scuole bergamasche per ricordare la storia del reporter (celebrata tra l'altro dai film I cento passi). Nel dibattito interno al Popolo della libertà da qualche giorno ci si sta confrontando sul tema della pretesa "subalternità culturale" di una certa area del centrodestra rispetto alla sinistra. In particolare si sostiene che chi, come noi, afferma il valore del confronto anche con il Pd ed esponenti culturali legati alla tradizione postcomunista, lo fa perché è vittima di una sorta di complesso di inferiorità. A noi pare che il vero "complesso" che comincia a diventare preoccupante è il desiderio di non turbare la "lettura" leghista della storia e della società italiana. In sede politica si è espresso con l'accettazione, talvolta acritica, di un approccio al tema dell'immigrazione di stampo esclusivamente securitario, talvolta con accenti xenofobi. In sede amministrativa l'episodio di Bergamo ci dice fino a che punto il Carroccio riesca a condizionare il nostro immaginario, inducendoci a credere che sia possibile, e senza conseguenze, dire no all'idea di una via per un caduto di mafia. Impastato, dopo la cancellazione dai muri di Ponteranica, meritava un "risarcimento", e poco importa che la richiesta fosse stata presentata dall'Idv con evidenti intenti strumentali. Si poteva e doveva trovare la strada per farla diventare "di tutti" e lanciare un segnale chiaro dell'idea di legalità della nostra area: capace di essere forte non solo con i disperati senza permesso di soggiorno ma anche nella contrapposizione alla grande criminalità organizzata, e soprattutto capace di riconoscere il valore dell'esempio di un cittadino che ha perso la vita per la più pericolosa delle "ronde": quella contro la mafia, esercitata in prima persona e mettendoci la faccia. Peccato, davvero. Ma almeno usiamo l'occasione per rifletterci sopra".Federica Perri

Da "Il Secolo d'Italia", 28 ottobre 2009  

 
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