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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
Bergamo, 29 gennaio - Il Sindaco non ha tenuto conto del parere della Ia Circoscrizione – Contraddizioni tra consiglieri di maggioranza. Pubblichiamo l’intervento del consigliere della Ia Circoscrizione della Lista Bruni, Paolo Fornoni, durante il consiglio del 28 gennaio. Con rammarico apprendiamo che l’ordine del giorno licenziato da questo consiglio in data 6 Ottobre 2009 con i voti favorevoli della minoranza e l’astensione della maggioranza non è stato neanche preso in considerazione dall’assessore alla mobilità Ceci né dalla giunta né dal Sindaco; Inutile ribadire quanto già motivato nel mese di Ottobre circa l’inopportunità di rimuovere un percorso ciclabile strategico, che seppur presenti delle criticità da risolvere, rappresenta un’asse fondamentale di comunicazione fra la sempre più “ciclisticamente” attiva area della Stazione con Porta Nuova e il Centro; la rimozione di tale percorso non solo rappresenterebbe una triste e quanto mai inattuale riproposizione dei parcheggi a rotazione, ma vanificherebbe gli sforzi fatti con i commercianti per ottenere una soluzione giusta ed equilibrata. Fermo restando l’importanza di mantenere il precorso ciclabile attuale siamo però pronti al dialogo, così come già espresso nel mese di Ottobre, auspicando quantomeno una risposta da parte dell’amministrazione. Aggiungo che lo stesso presidente Trotta scrisse una lettera in data 24 Luglio 2009 rivolta all’assessore Ceci, a seguito delle dichiarazioni di quest’ultimo alla stampa, nella quale caldeggiava un serio e non pregiudiziale confronto costruttivo con la Circoscrizione e le Commissioni Temporanee di proposta al fine di tutelare una mobilità sostenibile per pedoni, ciclisti, automobilisti, operatori economici e paesaggio urbano circostante. Purtroppo il Sindaco Tentorio intervistato Venerdì mattina su Bergamonews alla domanda rivoltagli circa la decisione di rimuovere la pista ciclabile di Viale Papa Giovanni XXIII è stato categorico definendo l’intervento ormai definitivo e di fatto rendendo nulle le possibilità di confronto con questo consiglio. Quindi non solo constatiamo la perdita di un bene pubblico prezioso qual è una pista ciclabile ma anche la totale indifferenza da parte dell’amministrazione comunale nei confronti di una istituzione vicina al territorio qual è la Circoscrizione; parrebbe quasi che la rimozione della pista ciclabile sia esclusivamente una scelta di tipo politico. Auspichiamo inoltre che il Presidente si faccia voce del Consiglio nel richiedere un confronto con l’amministrazione che ad oggi pare distratta ed evanescente per capire come intenderà confrontarsi con le Circoscrizioni nel proseguo del mandato amministrativo. Per la Lista Bruni Paolo Fornoni
L’ordine del giorno portato in consiglio non ha purtroppo trovato la risposta positiva da parte della maggioranza (Lega e PDL) che, a differenza di quanto aveva fatto nel medesimo ordine del giorno presentato nel mese di Ottobre, si è espressa con voto contrario. La Prima Commissione (urbanistica) della prima circoscrizione e in sede successiva il Consiglio ha tuttavia approvato un documento relativo alla mobilità denominato: “Piano Urbano della Mobilità dolce” con un esplicito riferimento al tracciato ciclabile di Viale Papa Giovanni XXIII di cui cito testualmente: “esistono tratti di piste ciclabili già realizzate che, seppur brevi, rappresentano un buon punto di partenza e che meritano di essere mantenute o riqualificate (come a titolo esemplificativo quella di Viale Papa Giovanni XXIII)”. È evidente quindi una forte contraddizione da parte di una maggioranza che dapprima si astiene ad un ordine del giorno proposto dalla Lista Bruni e dal PD, e di fatto facendolo passare in consiglio, in merito al mantenimento dei tratti ciclabili della prima circoscrizione; propone addirittura un documento condiviso con l’opposizione nel quale si fa esplicito riferimento all’inopportunità di rimuovere il percorso ciclabile di Viale Papa Giovanni e conclude malamente votando contro all’ordine del giorno del 28 Gennaio sempre proposto dalla Lista Bruni e dal PD nel quale si chiede esplicitamente di non rimuovere la medesima pista ciclabile. L’intenzione del Consiglio è quindi quella di contrastare la sottrazione da parte dell’amministrazione di un bene pubblico qual è la pista ciclabile di Viale Papa Giovanni XXIII, purtroppo però i consiglieri di maggioranza non sono stati in grado di portare avanti un percorso di coerenza che contrastasse l’amministrazione del loro stesso colore politico. Paolo Fornoni
Bergamo, 28 gennaio - Nei giorni scorsi è stato presentato alla stampa, e quindi all’opinione pubblica, il bilancio dei risultati, davvero buoni, conseguiti dalla Polizia Locale di Bergamo nello scorso anno. Nel complimentarci con il Comandante Virgilio Appiani, con i suoi stretti collaboratori e con tutti gli appartenenti al corpo di Polizia Locale per le capacità e lo spirito di servizio dimostrati, vogliamo però evidenziare che la lettura dei dati, scorporati mensilmente, dimostra la sostanziale continuità con l’impostazione della precedente amministrazione. Alcuni significativi dati lo confermano: arresti, 35 nel primo semestre e 35 anche nel secondo; soggetti denunciati, 238 nel primo semestre diminuiti a 205 nel secondo; fermi e fotosegnalamenti, 182 nel primo semestre diminuiti a 132 nel secondo. Sono invece aumentati i sequestri di sostanze stupefacenti, mentre l’aumento dei turni di servizio per contrasto ai venditori abusivi e accattoni è dovuto anche all’ordinanza sull’accattonaggio da noi, come noto, assolutamente non condivisa e argomento di forte discussione da parte di molte voci della città. Occorreva da parte dell’attuale Amministrazione l’onestà intellettuale di riconoscere di aver ereditato un assetto organizzativo del Corpo più che buono; ci dispiace che questa onestà sia mancata ma, forse, era pretendere troppo perché avrebbe significato riconoscere le falsità degli slogan urlati strumentalmente durante la campagna elettorale. Le politiche in materia di sicurezza richiedono serietà e non propaganda e si basano su un forte coordinamento con le altre istituzioni competenti, come venne fatto nel quartiere della Malpensata dove, attualmente, la situazione è tornata ad essere assai difficile. Infine, i dati diffusi dimostrano una volta di più, non soltanto la pericolosità ma anche l’inutilità di strumenti quali le “ronde” tanto sbandierate dal centro destra.
Roberto Bruni Elena Carnevali Dario Guerini
Bergamo, 27 gennaio - I consiglieri della Lista Bruni, Partito Democratico, Italia dei Valori,Udc e Verdi sono intervenuti sulla drammatica situazione dell'inquinamento da polveri sottili che da troppi giorni attanaglia Bergamo e la Lombardia.Il Sindaco Tentorio però solo oggi, mercoledì 27 gennaio, ha deciso di prendere un provvedimento quale la chiusura del traffico in città domenica prossima 31 gennaio. Di seguito, il comunicato delle opposizioni. La decisione della Giunta comunale di Bergamo di chiudere al traffico la città domenica 31 gennaio, in considerazione della gravissima situazione di inquinamento atmosferico, è condivisibile anche se tardiva. Ma il doveroso provvedimento adottato rischia di essere poco efficace se non esteso ad un area territoriale più ampia e se rimarrà occasionale. Sorprende la latitanza della Provincia ma, soprattutto, della Regione che dopo essersi esercitata per anni in tavoli di coordinamento delle istituzioni locali interessate, quest’anno rimane del tutto inerte, pur a fronte di una situazione particolarmente grave. Dopo che la città di Bergamo ha dato il via al provvedimento di chiusura, bene farebbe il Sindaco nell’ambito della conferenza permanente della Grande Bergamo, strumento fino ad ora colpevolmente trascurato dall’Amministrazione comunale in carica, ad esercitare un’azione di sensibilizzazione e di coordinamento nei confronti dei comuni dell’area critica, facendo in modo che non sia solo il Comune capoluogo a farsi “carico” di provvedimenti per la salute dei cittadini, ancorchè emergenziali, nell’attesa di provvedimenti strutturali obbligatori e necessari per la salvaguardia del benessere della collettività.
Bergamo, 27 gennaio - Nella trasmissione "Sorci verdi" in onda su Videobergamo mercoledì 27 gennaio alle ore 22, in diretta, Marcello Saponaro, consigliere regionale del Pd ha affrontato il tema, irrisolto, dell'inquinamento della Lombardia insieme a Nadia Ghisalberti (Consigliere Comunale della Lista Bruni) e a Edoardo Bai (medico esperto di igiene ambientale). Da due settimane sotto una cappa di PM10 la nostra Regione sembra assistere impotente. Come ogni anno.Davvero non si può fare nulla? La trasmissione si può rivedere su www.sorciverdi.tv
Bergamo, 26 gennaio – Ha come titolo “Il processo breve: ingiustizia lunga” l’intervento di Roberto Bruni pubblicato da “L’Eco di Bergamo” martedì 26 gennaio sul cosiddetto “processo breve”, normativa appena licenziata dal Senato ed in attesa di essere esaminata ed approvata dalla Camera, in occasione dell’astensione degli avvocati penalisti italiani dall’attività giudiziaria dal 27 al 29 gennaio per denunciare il disegno di legge sul processo breve come un ulteriore «frutto avvelenato dello scontro tra politica e magistratura» e richiamare l'attenzione sulla impellente necessità di un organico e complessivo disegno riformatore della giustizia italiana, che sia veramente nell'interesse di tutti i cittadini. Di seguito il testo dell’intervento. “Ho provato a fare un esperimento statistico, per così dire, casalingo e ad applicare la normativa – appena licenziata dal Senato ed in attesa di essere esaminata ed approvata dalla Camera – sul cosiddetto «processo breve» alle mie udienze delle prossime tre settimane, come se fosse già entrata in vigore e fosse immediatamente applicabile a tutti i processi in corso. Il risultato? Su 25 processi 10, pari al 40%, non andrebbero avanti perché il giudice dovrebbe emettere sentenza di non doversi procedere per estinzione del processo, essendo stati superati i termini di durata. Tra i processi interrotti ce ne sarebbero alcuni per reati di particolare allarme sociale, come un'associazione per delinquere relativa a un traffico di rifiuti pericolosi e la partecipazione ad una associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti. Si potrebbe replicare che il mio conteggio non ha significato perché relativo a processi svoltisi sino ad ora in assenza della nuova normativa, che provocherà un'accelerazione dei tempi processuali. Ma la risposta a questa obiezione è davvero molto facile: non vi è ragione di prevedere un'accelerazione dei processi se rimangono identiche le risorse e le procedure, se permane l'attuale, pessima distribuzione degli uffici giudiziari sul territorio nazionale, se il perimetro dei fatti che costituiscono illecito penale, anziché essere drasticamente ridotto ai fenomeni che destano un effettivo allarme sociale, continuerà ad essere improvvidamente allargato (ogni riferimento alla recente introduzione della contravvenzione di «ingresso e soggiorno illegale nel territorio dello Stato» è puramente voluto). È inoltre facile prevedere che l'introduzione della nuova normativa incoraggerà le manovre dilatorie e disincentiverà il ricorso ai più rapidi riti alternativi, quali il patteggiamento ed il giudizio abbreviato. Semplice ed ovvia la ragione: il vano decorso del tempo potrà comportare non più soltanto la prescrizione del reato, dovuta all'affievolirsi, sino all'estinzione, della pretesa punitiva dello Stato con il trascorrere del tempo (come è avvenuto sino ad ora), ma anche l'estinzione del processo, e quindi un risultato favorevole per l'imputato che verrà ottenuto, di volta in volta, in via anticipata rispetto alla prescrizione sostanziale, nel corso delle diverse fasi del processo. Insomma, fissare brutalmente dall'oggi al domani scansioni temporali totalmente irrealistiche se commisurate al numero di procedimenti pendenti ed all'ormai sconfinato catalogo delle incriminazioni significa soltanto aumentare il tasso di ingiustizia, di arbitrarietà e di antidemocraticità del processo, penale, abbandonando definitivamente le vere scelte sui tempi (e quelle sugli inevitabili oblii) ai non controllabili criteri dei singoli uffici giudiziari o - peggio ancora - dei singoli magistrati. Del resto, come giustamente osservato dal Direttivo dell'Associazione tra gli studiosi del processo penale, «è significativo che nei sistemi processuali di altri Paesi della famiglia europea continentale e di quella angloamericana non si trovino esempi di un regime improntato alla estinzione del processo per decorso dei limiti massimi di durata... Anche la Corte europea dei diritti dell'uomo ha interpretato la ragionevole durata come principio che non impone agli Stati di fissare termini prestabiliti per lo svolgimento del processo, ma richiede di dare attuazione alla speditezza con riguardo alla specificità dell'accertamento richiesto dai singoli casi, nei quali assumono rilievo la natura del reato, la complessità del quadro probatorio e la condotta dell'imputato e delle autorità». Come ammonisce la nostra Corte Costituzionale, il principio della ragionevole durata del processo va contemperato con il complesso delle altre garanzie costituzionali rilevanti nel processo: durata «ragionevole» non significa quindi durata «breve», ma durata necessaria secondo criteri razionali e non arbitrari, e pertanto senza inutili e dannose lungaggini, ma anche senza approssimative e pericolose scorciatoie. Il processo che il legislatore vuole propinarci non è affatto un processo «breve», come con terminologia suggestiva ed accattivante si tende a far credere, ma, se vogliamo dire la verità, un processo che spesso morirà prima di raggiungere il suo fine naturale, che è quello dell'accertamento dell'esistenza o meno di un fatto costituente reato e della colpevolezza o meno dell'imputato. Poiché è la politica che vuole imporre questo risultato che urta, prima di tutto, con il buon senso, hanno davvero ragione i penalisti italiani a denunciare il disegno di legge sul processo breve come un ulteriore «frutto avvelenato dello scontro tra politica e magistratura» e ad astenersi dall'attività giudiziaria dal 27 al 29 gennaio per richiamare l'attenzione della pubblica opinione sulla impellente necessità di un organico e complessivo disegno riformatore della giustizia italiana, che sia veramente nell'interesse di tutti i cittadini.
Roberto Bruni, avvocato penalista
Bergamo, 25 gennaio - Il consigliere della Lista bruni Simone Paganoni ha presentato oggi una interpellanza per chiedere ancora una volta all'assessore Invernizzi di rispondere ad una sua precedente interpellanza. Da allora sono infatti passati ben 170 giorni, molti più dei 30 previsti dal regolamento. Di seguito l'interpellanza. Oggetto: Interpellanza con richiesta di risposta orale inerente un’interpellanza con risposta scritta Premesso che: il 6 Luglio 2009 ho depositato un’interpellanza con risposta scritta all’assessore Invernizzi in merito a decine di manifesti abusivi appesi in varie vie / piazze di Bergamo. Sottolineato che: il regolamento comunale impone all’assessore interpellato di rispondere entro 30 giorni dalla presentazione (art. 65 comma 2). Ricordato che: le minoranze hanno pochi mezzi per avere informazioni ed uno di questi sono proprio le interpellanze. Rimarcato che: a distanza di 4 mesi dalla presentazione e, per la precisione, il 9 novembre 2009 al termine di un consiglio comunale, ad una mia specifica richiesta di spiegazioni l’Assessore Invernizzi ha testualmente ribattuto: “Risponderò quando ne ho voglia". Fatto presente che: ad oggi (25 gennaio 2010) sono quindi passati ben 170 giorni oltre il termine previsto dal regolamento Con la presente interpellanza a risposta orale sono a chiedere all’assessore alla Sicurezza se gli è finalmente arrivata la voglia di rispondere. Simone Paganoni, Lista Bruni Bergamo, 25 Gennaio 2010
Bergamo, 22 gennaio - A sette mesi dalle elezioni amministrative, Bergamo News ha organizzato un confronto tra il Sindaco Franco Tentorio e l'ex sindaco Roberto Bruni, oggi capogruppo della Lista Bruni e leader dell'opposizione a Palazzo Frizzoni, sulla città, l'immobilismo della giunta, gli annunci spot, mobilità e politica.
L'intervista, condotta da Cesare Zapperi, direttore di Bergamo News,è andata in onda , in diretta we, venerdì 22 gennaio dalle ore 12.30 alle ore 13.30. Sul sito www.bergamonews.it, il testo dell'intervista.
Bergamo, 22 gennaio - Lista Bruni, Pd, Udc e Idv hanno presentato una interpellanza in merito alla notizia riportata dall'Eco di Bergamo del 21 gennaio dal titolo “Se il volantino ultrà passa al vaglio di Belotti” per chiedere al Sindaco Tentorio "se condivida o meno i contenuti del comunicato stampa diffuso dalla Curva Nord il 20 gennaio 2010 e redatto con la collaborazione del capogruppo consiliare della Lega Nord rag. Daniele Belotti ed in caso negativo quale giudizio dia del comportamento tenuto nell’occasione dal medesimo consigliere comunale". Di seguito l'interpellanza. INTERPELLANZA A RISPOSTA SCRITTA I sottoscritti consiglieri comunali premesso che sul quotidiano L’Eco di Bergamo del 21 gennaio 2010, a pag. 21, è stato pubblicato un articolo intitolato “Se il volantino ultrà passa al vaglio di Belotti”, dedicato al comunicato diffuso dalla Curva Nord dopo la manifestazione organizzata dagli ultras atalantini all’esterno della Questura di Bergamo nella serata del 19 gennaio; che da tale articolo risulta che il rag. Daniele Belotti, capogruppo del gruppo consiliare della Lega Nord in questo Consiglio Comunale, ammette di avere provveduto alla “correzione” di tale comunicato, così contribuendo alla sua redazione definitiva, e di condividerne sostanzialmente i toni ed i contenuti; che il comunicato in questione si sostanzia in un pesante attacco al Questore di Bergamo dr. Turillo, accusato di essere “…uno che sta cercando una scorciatoia per la propria carriera sfruttando la visibilità mediatica del calcio. E così dà il via ad un vero e proprio accanimento nei confronti della Nord” e si conclude con un vero e proprio “avvertimento”: “Al signor questore ci permettiamo di dare un consiglio: rifletta sul clima di tensione che lei ha creato non solo allo stadio, ma anche nella sua questura, dove i malumori e i disagi (per non parlare degli abusi!) degli agenti sono sempre più pesanti. All’Atalanta ce n’era uno così, Conte: non è durato molto!”; che il sostegno così dato da un esponente di spicco della maggioranza consiliare agli attacchi degli ultras al Questore di Bergamo, “reo”, ai loro occhi, di avere tenuto, come del resto raccomandato più volte dal Ministro dell’Interno on. Roberto Maroni, una linea di fermezza nei confronti dei loro eccessi, è un fatto politicamente rilevante, oltre che sconcertante, che impone di fare chiarezza su quale sia al riguardo l’orientamento della maggioranza consiliare e di chi la guida; tanto premesso, i sottoscritti consiglieri comunali interpellano il Sig. Sindaco per sapere se condivida o meno i contenuti del comunicato stampa diffuso dalla Curva Nord il 20 gennaio 2010 e redatto con la collaborazione del capogruppo consiliare della Lega Nord rag. Daniele Belotti ed in caso negativo quale giudizio dia del comportamento tenuto nell’occasione dal medesimo consigliere comunale. Si resta in attesa di ricevere cortese risposta scritta nei termini previsti dall’art. 65 del vigente Regolamento del Consiglio Comunale. Bergamo, 21 gennaio 2010.
Roberto Bruni, capogruppo Lista Bruni Elena Carnevali,capogruppo Pd Giuseppe Mazzoleni, Udc Vittorio Grossi, Idv.
Bergamo, 21 gennaio - Di certo pare sia passato dal suo computer. Riportiamo qui di seguito l'articolo che compare oggi a pagina 21 de L'Eco di Bergamo:
Il comunicato che attacca il questore Matteo Turillo, diffuso dalla curva Nord a seguito delle contestazioni di martedì sera degli ultrà fuori dalla questura, è anonimo e arriva dall'indirizzo di posta elettronica «sostienilacurva». Ma se per sbaglio capita di aprire sul computer le proprietà del file di testo, nella casella «autore» compare il nome di Daniele Belotti, fiancheggiatore della stessa curva atalantina, consigliere regionale della Lega Nord e presidente della Commissione formazione professionale, cultura e sport della Regione Lombardia. Lecito il dubbio: che l'abbia scritto lui? «Assolutamente no – risponde –. Il mio nome compare nel campo autore, ma è solo perché l'ho corretto. Ogni tanto mi mandano i comunicati e io glieli correggo: ecco perché risulta il mio nome». Lecita un'altra domanda: che correggere i volantini degli ultrà rientri nei compiti del presidente della Commissione cultura della Regione Lombardia? «In ogni caso – precisa Belotti – concordo in parte con il contenuto del documento, visto che non si riesce a capire come mai ci sia in questura questo clima di tensione, non soltanto per lo stadio. Per questo ho intenzione di andare a incontrare il questore, nei prossimi giorni, per parlargli di questa situazione». Nel merito, nel documento – che si intitola «Tutti uniti per salvare la Dea... tranne il questore» – vengono rilevati alcuni episodi – per la precisione 6 – che, secondo i tifosi della Nord, dimostrerebbero un certo accanimento della polizia nei loro confronti, da due mesi a questa parte. Una «mano pesante» che sarebbe culminata con il recente arresto, per violazione del Daspo a cui era sottoposto, di Francesco «Baffo» Palafreni, 54 anni, uno dei leader storici della curva. Proprio a seguito dell'arresto, martedì sera era scattato l'assedio degli ultrà in via Noli, fuori dalla questura. Nello stesso contesto gli ultrà hanno diffuso il volantino non scritto, ma, apprendiamo, solo corretto da Daniele Belotti, che è pur sempre un rappresentante delle istituzioni. «La salvezza dell'Atalanta è un obiettivo che non solo i tifosi, ma tutta la città intende raggiungere – si legge –. Un'impresa difficile che si può realizzare se c'è unità d'intenti tra tutti (tutti chi? n.d.r). Qualcuno, però, sta facendo di tutto per mettere il bastone tra le ruote, creando inutili tensioni. Chi è? Il questore Matteo Turillo, uno che – prosegue il comunicato lanciando pesanti illazioni – sta cercando una scorciatoia per la propria carriera sfruttando la visibilità mediatica del calcio. E così dà il via a un vero e proprio accanimento nei confronti della Nord». Va precisato, per la verità, che il questore, appena insediato, aveva scelto con gli ultrà la linea del dialogo. Ma una serie di episodi e di intemperanze dei tifosi lo hanno indotto ad adottare la linea della fermezza. La stessa, peraltro, che il ministro dell'Interno Maroni, leghista come Belotti, caldeggia un giorno sì e l'altro pure. Dopo aver descritto i sei casi «emblematici», il comunicato della Curva si chiude con quello che ha tutta l'aria di un «avvertimento»: «Al signor questore ci permettiamo di dare un consiglio: rifletta sul clima di tensione che lei ha creato non solo allo stadio, ma anche nella sua questura, dove i malumori e i disagi (per non parlare degli abusi!) degli agenti sono sempre più pesanti. All'Atalanta ce n'era uno così, Conte: non è durato molto!». Il questore non è voluto intervenire sulla vicenda. Belotti ha solo corretto: non si capisce cosa visto che nella sostanza dice di condividere i contenuti, sconcertanti, del comunicato.
 Bergano, 21 gennaio - I consiglieri della Lista Bruni hanno presentato una interpellanza al Sindaco e all’Assessore all’Edilizia Privata per richiamare l’attenzione sui ritardi dei lavori per il rifacimento della stazione ferroviaria di Bergamo. In particolare, per “conoscere la data di presumibile inizio dei lavori in questione e per sapere quali eventuali iniziative l’Amministrazione Comunale abbia assunto in passato e quali intenda assumere in futuro al fine di sollecitare Centostazioni s.p.a. ad attuare con la massima celerità possibile il progetto di riqualificazione della stazione ferroviaria di Bergamo, trattandosi di progetto di grande rilevanza per la nostra città”. INTERPELLANZA A RISPOSTA ORALE I sottoscritti consiglieri comunali del gruppo consiliare “Lista Bruni” premesso che la stazione ferroviaria di Bergamo versa attualmente in uno stato di scarsa funzionalità e di scarso decoro ed è da ritenersi del tutto inadeguata alle esigenze dell’utenza, oltre che costituire un brutto “biglietto da visita” dal punto di vista turistico; che, dopo un lungo iter, nell’anno 2008 Centostazioni s.p.a., società mista pubblico – privata, cui competono gli interventi di ristrutturazione delle stazioni ferroviarie delle città italiane, aveva presentato un progetto di riqualificazione della stazione ferroviaria di Bergamo; che tale progetto, dopo essere stato esaminato favorevolmente dalla Commissione Edilizia nella seduta del 15 dicembre ottenuto, venne assentito con permesso di costruire n. 7819 emesso il 2 marzo 2009; che peraltro e purtroppo i lavori non sono ancora iniziati; che anzi lo scorso 29 dicembre Centostazioni s.p.a. ha richiesto una proroga di sei mesi del termine per l’inizio lavori, motivando tale richiesta con la complessità delle procedure per l’aggiudicazione dell’appalto dell’opera; tanto premesso, i sottoscritti consiglieri comunali interpellano il Sig. Sindaco e l’Assessore all’Edilizia Privata per conoscere la data di presumibile inizio dei lavori in questione e per sapere quali eventuali iniziative l’Amministrazione Comunale abbia assunto in passato e quali intenda assumere in futuro al fine di sollecitare Centostazioni s.p.a. ad attuare con la massima celerità possibile il progetto di riqualificazione della stazione ferroviaria di Bergamo, trattandosi di progetto di grande rilevanza per la nostra città. Si resta in attesa di ricevere cortese risposta orale nei termini previsti dall’art. 65 del vigente Regolamento del Consiglio Comunale.
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