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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
Lo scorso 28 ottobre il “Secolo d’Italia”, quotidiano vicino ad An, ha pubblicato in prima pagina un articolo in cui si racconta della brutta vicenda della mancata intitolazione a Bergamo di una via a Peppino Impastato. “Perché la scelta assurda della Lega, che ha cancellato il nome di Impastato dalla biblioteca di Ponteranica – si chiede la giornalista che firma il pezzo,Federica Perri - deve "dare la linea" alla coalizione di maggioranza anche nel capoluogo?”. Di seguito l’articolo. "Ma per quale motivo, a Bergamo, una parte del centrodestra ritiene sbagliata l'idea di intitolare una strada a Peppino Impastato, il giornalista siciliano assassinato dalla mafia nel 1979? Perché la scelta assurda della Lega, che ha cancellato il nome di Impastato dalla biblioteca di Ponteranica, deve "dare la linea" alla coalizione di maggioranza anche nel capoluogo? Si ritiene che la figura del "meridionale" Impastato non possa essere esemplare sopra la linea del Garigliano? Oppure, a trent'anni dai fatti, ci si gingilla ancora con le categorie destra/sinistra e non si riesce a riconoscere che anche uno come Impastato, vicino a Democrazia proletaria, possa essere stato una persona perbene e un eroe civile nella lotta ai clan? I fatti non danno risposta. Tutto è successo due giorni fa al Consiglio comunale di Bergamo, dove è andata in discussione la proposta dell'Italia dei Valori di intitolare una via a Impastato, sostenuta da tutti i gruppi consiliari di opposizione in Consiglio comunale, ma non solo: l'idea di un riconoscimento a Peppino, dopo la pessima figura di Ponteranica, era condivisa anche da parte del centrodestra che governa il Comune. Alla fine ha prevalso la linea della Lega. Per non spaccare la maggioranza il sindaco Tentorio si è astenuto insieme a due consiglieri del Pdl mentre altri due, Giuseppe Petralia e Demetrio Polimeno, hanno votato a favore dell'intitolazione della strada. I "numeri", comunque, non sono stati sufficienti a far passare la proposta e ci si dovrà accontentare, forse, di un concorso nelle scuole bergamasche per ricordare la storia del reporter (celebrata tra l'altro dai film I cento passi). Nel dibattito interno al Popolo della libertà da qualche giorno ci si sta confrontando sul tema della pretesa "subalternità culturale" di una certa area del centrodestra rispetto alla sinistra. In particolare si sostiene che chi, come noi, afferma il valore del confronto anche con il Pd ed esponenti culturali legati alla tradizione postcomunista, lo fa perché è vittima di una sorta di complesso di inferiorità. A noi pare che il vero "complesso" che comincia a diventare preoccupante è il desiderio di non turbare la "lettura" leghista della storia e della società italiana. In sede politica si è espresso con l'accettazione, talvolta acritica, di un approccio al tema dell'immigrazione di stampo esclusivamente securitario, talvolta con accenti xenofobi. In sede amministrativa l'episodio di Bergamo ci dice fino a che punto il Carroccio riesca a condizionare il nostro immaginario, inducendoci a credere che sia possibile, e senza conseguenze, dire no all'idea di una via per un caduto di mafia. Impastato, dopo la cancellazione dai muri di Ponteranica, meritava un "risarcimento", e poco importa che la richiesta fosse stata presentata dall'Idv con evidenti intenti strumentali. Si poteva e doveva trovare la strada per farla diventare "di tutti" e lanciare un segnale chiaro dell'idea di legalità della nostra area: capace di essere forte non solo con i disperati senza permesso di soggiorno ma anche nella contrapposizione alla grande criminalità organizzata, e soprattutto capace di riconoscere il valore dell'esempio di un cittadino che ha perso la vita per la più pericolosa delle "ronde": quella contro la mafia, esercitata in prima persona e mettendoci la faccia. Peccato, davvero. Ma almeno usiamo l'occasione per rifletterci sopra".Federica Perri
Da "Il Secolo d'Italia", 28 ottobre 2009
Erano oltre un centinaio le persone che si sono ritrovate venerdì 30 ottobre, nel tardo pomeriggio, davanti a Palazzo Frizzoni, per partecipare al Presidio del Comitato antifascista a cui hanno aderito Lista Bruni, Partito Democratico, Rifondazione comunista, Verdi, Cgil e Cisl e tanti cittadini. A nome di tutti è intervenuto con poche ma forti parole il vicepresidente del Comitato e presidente dell'Anpi Salvo Parigi: "Se non si tiene alta l'attenzione si rischia la deriva – ha sottolineato Parigi- . La Resistenza lottò per la libertà di tutti, e lo dimostra il fatto che i fascisti di un tempo sono liberi di girare per le nostre strade. E coloro che si sono ispirati al fascismo arrivano tranquillamente a ricoprire cariche importanti: dalle presidenze di Regione fino a quelle di sindaco". Molti gli applausi dei presenti tra cui Roberto Bruni, già sindaco di Bergamo e capogruppo della lista civica che porta il suo nome, Elena Carnevali, capogruppo del Pd, con i consiglieri Nadia Ghisalberti, Fiorenza Varinelli, Sergio Gandi, Giacomo Angeloni, Paola Tognon, Stefano Zenoni, Mirosa Servitati, Matteo Rossi, Ezio Locatelli, Marcello Saponaro, Alessandro Redondi Gian Gabriele Vertova, Roberto Cremaschi e tanti altri.
Venerdi 30 ottobre Roberto Bruni e la Lista Bruni partecipano al Presidio del Comitato Antifascista organizzato in piazza Matteotti, davanti al Comune, alle ore 19. Insiste la Giunta di Bergamo a voler concedere una sala comunale a Casa Pound per un incontro a cui parteciperanno Radio Bandiera Nera, Altro Stile, Continuità Ideale Bergamo e Comitato Onoranze Caduti di Rovetta. Dopo che, per ragioni di ordine pubblico, il Prefetto Camillo Andreana ha invitato il Sindaco Tentorio a ritirare la concessione per l'utilizzo della Sala Galmozzi, l'ex sala consiliare di via Tasso, la Giunta ha annunciato di dare a Casa Pound un altro spazio comunale e cioè la sala della ex Circoscrizione 5 in via Legrenzi. Per testimoniare la nostra assoluta contrarietà all'utilizzo di spazi pubblici, in particolare comunali, per riunioni di associazioni di estrema destra che non si riconoscono nei valori della nostra Costituzione, partecipiamo ed invitiamo tutti ad essere presenti al Presidio del Comitato Antifascista che si terrà oggi in Piazza Matteotti alle ore 19 davanti al Comune.
 Giovedì 5 novembre ore 21 via Palma il Vecchio 95 Elezione del comitato di coordinamento
La riunione è indetta per raccogliere le iscrizioni all'associazione Lista Bruni, per iniziare a strutturare un coordinamento e delineare l'azione politica del gruppo. L’assemblea del 17 settembre scorso ha previsto che il comitato di coordinamento sia composto da sette persone, e cioè: Roberto Bruni, un consigliere comunale designato dal gruppo consiliare, un consigliere circoscrizionale scelto dai nostri consiglieri e quattro persone scelte dall’assemblea di coloro che avranno formalizzato la loro adesione alla lista mediante il versamento di una quota associativa, che è necessaria per avere stabilità e capacità di presenza. Se, come speriamo, ritenete che valga la pena di esserci per continuare a contribuire ad un progetto di cambiamento della nostra città, Vi invitiamo sia ad aderire alla “Lista Bruni”, provvedendo a formalizzare la Vostra adesione mediante il versamento della quota associativa valida per tutto il 2010, entro e non oltre il 31 ottobre p.v. e sia a partecipare alla assemblea che si terrà appunto il 5 novembre alle ore 21.00 presso la attuale sede in Bergamo, Via Palma il Vecchio n. 95 e che provvederà alla nomina del Comitato di Coordinamento, che rimarrà in carica per la durata di un anno.
QUOTE SOCIALI 2010 Under 30: € 10,00 Pensionati: € 10,00 Socio: € 35,00 Sostenitore: da € 50,00 Quota coppie*: € 60 Grande sostenitore: da € 100,00 * comprende anche eventuali figli
Come pagare: Bonifico bancario (consigliato), entro il 31 ottobre, indicando la causale quota sociale 2010 e il vostro nome, intestato a: Associazione Lista Bruni, via Zambonate 33 – Bergamo – c/c 33985 UBI Banca Popol di Bergamo, Sede p.zza Vitt. Veneto - Bergamo IBAN IT33J0542811101000000033985 Se non vi è possibile eseguire un bonifico bancario, potete pagare con assegno intestato Associazione Lista Bruni o con contante all’inizio dell’Assemblea del 5 novembre pv. Vi preghiamo di comunicare via mail la vostra presenza all’assemblea del 5 novembre e la modalità scelta per il pagamento della quota sociale 2010.
Si svolgerà lunedì 9 novembre a Palazzo Frizzoni il Consiglio Comunale straordinario sulla crisi chiesto da Lista Bruni, Partito Democratica, Italia dei Valori, Verdi, Udc che hanno redatto un Ordine del Giorno con 10 proposte concrete di intervento.
Anche in Provincia Partito Democratico, Lista Bettoni, Italia dei Valori, Udc, Lista Unitaria Sinistra Per Bergamo hanno predisposto un Ordine del Giorno con 10 iniziative per sulla crisi economica e a sostegno e difesa dell’occupazione. Il Consiglio provinciale straordinario si svolgerà il 12 novembre.
  Anche il Comune di Bergamo non vuole saperne di Peppino Impastato. Dopo la nota vicenda della rimozione dell’intitolazione della biblioteca civica di Ponteranica da parte del nuovo Sindaco leghista, anche la città si distingue per un’azione offensiva nei confronti del giovane siciliano ucciso dalla mafia. E' successo lunedì 26 ottobre nel corso del consiglio comunale. La proposta dell'Italia dei Valori presentata dal consigliere Grossi, e sottoscritta da Lista Bruni, Pd, Udc e Verdi ,di intitolare una via cittadina a Impastato è stata bocciata dal centrodestra anche se due consiglieri del Pdl, Giuseppe Petralia e Demetrio Polimero, hanno votato con l’opposizione e il Sindaco Tentorio con i consiglieri Benigni e Tomasini si sono astenuti. Passato invece l’ordine del giorno della maggioranza di centrodestra per intitolare una via a tutte le vittime della mafia e per attivare un concorso nelle scuole in nome di Impastato. “Votare contro questo ordine del giorno- ha sottolineato Roberto Bruni, capogruppo della lista civica - è un atto offensivo per Impastato. Si dice no a lui e lo si mette nel gruppo delle vittime di mafia, facendogli un dichiarato torto”.
Consiglio Comunale del 26 ottobre 2009 Popolo della Libertà e Lega si dividono sul voto all'Ordine del Giorno presentato da Lista Bruni, PD, Verdi e IdV per sollecitare il ripristino dei finanziamenti per l’Accademia della Guardia di Finanza e per chiedere al Presidente della Regione di convocare il Collegio di Vigilanza per verificare gli impegni assunti. La vicenda è nota: i fondi destinati alla realizzazione dell'Accademia sono stati dirottati sull'Abruzzo, bloccando di fatto l'inizio dei lavori e senza che nessuno dei firmatari (Regione, Comune) ne fosse messo al corrente.L'OdG della minoranza ha incassato subito il voto favorevole di Tentorio (che ha confermato di non essere stato avvisato di questo "dirottamento" dei fondi)e del PdL. Si è invece astenuta la Lega, contraria (come Rifondazione Comunista) alla realizzazione dell'Accademia già durante l'amministrazione Bruni che aveva realizzato l'accordo di programma. E' giusto che tutto il Paese contribuisca alla ricostruzione dell'Abruzzo, ma riteniamo grave aver tolto fondi destinati ad un importante investimento sul nostro territorio cittadino, senza nessun confronto e addirittura senza che ne fossero informati i firmatari dell’Accordo di Programma. Chi ci rassicura che questi fondi arriveranno e che l’Accademia di Finanza si farà?
Lunedì 26 ottobre si svolgerà il Consiglio comunale straordinario sull'aeroporto di Orio al Serio, richiesto dalle opposizioni.
La seduta inizierà alle ore 17.
La questione caserme si è finalmente sbloccata il 16 ottobre scorso, e il Sindaco Tentorio ha potuto gongolarsi del traguardo raggiunto dopo decenni di parole. Peccato che la sottoscrizione dell'accordo con Demanio e Ministero delle Finanze si potesse fare già nella primavera scorsa. Con la firma del Sindaco Bruni. Ma il ministro Tremonti ha preferito temporeggiare per concedere al Comune la Montelungo e dirsi disponibile a discutere anche per le caserme Scotti, Floris e Corridoni. Meglio un successo per un'Amministrazione amica che "nemica". Tanto più quando si era in campagna elettorale. I ringraziamenti però, a chi ha portato avanti il tutto,sono arrivati tardi. Ben accetti ma tardi. Tanto che Roberto Bruni, lo scorso 1 ottobre, aveva scritto una lettera ai giornali locali, per dare a Cesare quel che è di Cesare. Manifesto grande soddisfazione per il fatto che l’intenso lavoro effettuato durante il mandato dell’amministrazione da me retta al fine di risolvere l’annoso ed importante problema delle ex caserme cittadine trovi una sua prima conclusione con la sottoposizione all’approvazione del Consiglio Comunale del protocollo d’intesa che il Ministero dell’Economia e l’Agenzia del Demanio si sono finalmente dichiarati pronti a sottoscrivere. Un grazie anche da parte mia ai parlamentari bergamaschi che si sono impegnati per sbloccare l’iter burocratico, anche se non posso non rilevare che questo impegno avrebbe dovuto esservi anche in precedenza, e cioè prima del rinnovo dell’amministrazione comunale. Ma soprattutto vanno ringraziati, oltre ai dirigenti e ai funzionari comunali che hanno lavorato, con intelligenza e passione, al raggiungimento di questo importante obiettivo, Valter Grossi e Francesco Macario, e cioè i due assessori della precedente Giunta grazie alla cui guida ed impulso si è arrivati definire il protocollo d’intesa che verrà sottoscritto nei prossimi giorni; a questi doverosi ringraziamenti mi pare giusto provvedere almeno da parte mia, visto che coloro che si apprestano ad “incassare” il frutto del lavoro altrui non hanno purtroppo ritenuto di farlo, con una davvero spiacevole caduta di stile.
L'ex assessore alla Sicurezza Dario Guerini, in una lettera a'"L'Eco di Bergamo" risponde a tono al discutibile bilancio dei primi 3 mesi di lavoro sulla sicurezza in città racontato dall'attuale assessore Invernizzi in un intervista al quotidiano.
Di seguito il testo della lettera. Con le dichiarazioni dell’assessore Invernizzi riportate da "L’Eco di Bergamo" domenica scorsa 18 ottobre, arriva puntuale il bilancio dei primi 100 giorni in tema di sicurezza in città. Tra varie affermazioni, colpisce il confronto tra i risultati dei suoi primi tre mesi e quelli della giunta Bruni. Sul confronto ritengo utile fare alcune precisazioni per dare il giusto peso alle parole dell’assessore. I risultati della polizia locale di cui l’assessore va fiero non derivano certo dalla verde bacchetta magica, visto che i processi che portano miglioramenti di questa entità non si inventano in tre mesi (anzi due, al netto delle ferie). In verità i risultati sono la continuazione di un trend virtuoso avviato da me e da Bruni. Qui onestamente mi sarei aspettato un cenno di riconoscenza per la faticosa opera di riorganizzazione, di potenziamento e di rilancio del corpo pervicacemente voluta e realizzata dalla nostra amministrazione. Mi basta ricordare, giusto per parlare di denunce ed arresti, che gli incrementi nel 2008 (nel solo periodo gennaio-ottobre) rispetto al 2001 (ultimo anno di amministrazione Veneziani-Tentorio) sono stati del 370%. Invernizzi potrà trovare i dati dettagliati nella mia relazione in Consiglio straordinario sulla Sicurezza tenuto il 20 0ttobre 2008, oppure nei file della stessa Polizia Locale. Il merito va al Comandante, agli ufficiali e agli agenti tutti del Corpo, che hanno dimostrato di saper lavorare con grande professionalità e spirito di sacrificio, adattandosi a un modello organizzativo nuovo e pertanto faticoso. A loro sia io che il mio successore Invernizzi dobbiamo rivolgere il nostro ringraziamento , per gli straordinari risultati conseguiti, che non si fermano agli arresti e alle denunce, ma si confermano in tutti i settori in cui operano. Invernizzi abbia l’onestà di dichiarare che anche gli strumenti e le formule innovative di cui fa cenno, come il progetto di allungamento dell’orario di servizio degli agenti, l’aumento degli organici, l’utilizzo dell’ufficio mobile nei quartieri sono stati introdotti dalla precedente amministrazione, a volte con molta fatica , sempre con il coraggio di rompere tabù inaccettabili e posizioni datate. Nel corpo del comunicato, l’assessore Invernizzi dichiara: “ci stiamo impadronendo delle diverse zone della città, soprattutto quelle centrali, dove il controllo in passato lasciava a desiderare”, precisando che questo è stato il risultato del confronto con la gente e con i quartieri. E poi arriva la puntura velenosa: “incontro molta gente che dalla precedente amministrazione non era mai stata ricevuta”. Infine l’assessore Invernizzi “traccia la mappa delle zone più calde”. Da residente attento, debbo subito mettere in chiaro che tra le zone della città “riconquistate” non è certamente presente il fronte caldo di via Quarenghi, via S. Giorgio, via Fratelli Calvi, via Bonomelli, la Malpensata, ancora occupate da falangi di spacciatori (che in via Quarenghi hanno la sede sociale) in misura almeno doppia rispetto allo scorso anno. Forse si tratta di aspettare che l’azione di riconquista raggiunga anche questa porzione sfortunata di città, ma temo proprio che non saranno le ronde la soluzione, né tantomeno gli interventi spot dei carabinieri in orari d’ufficio, efficaci forse sul piano mediatico, certamente meno su quello dei risultati. Un’altra precisazione merita il riferimento di Invernizzi al rapporto con le associazioni di quartiere e di via. Anche i nostri avversari politici hanno sempre onestamente riconosciuto la grande disponibilità all’ascolto che la nostra giunta ha messo in campo, in questo differenziandoci notevolmente da chi ci ha preceduto. Poiché la battuta di Invernizzi rappresenta una realtà diversa, chiedo all’assessore la cortesia di indicarmi il nome dei cittadini mai ricevuti da me o dal sindaco nei nostri cinque anni di mandato. Nel caso questi non avessero mai chiesto un incontro, ovvietà suggerisce che nulla ci dovrebbe essere imputato. Nel caso invece avessimo rifiutato o snobbato richieste di incontro (ma non ricordo sia mai avvenuto almeno da parte mia), sono disposto a chiedere formalmente scusa. La terza precisazione è sulla mappa delle zone calde tracciata dall’assessore. Si tratta di una mappa molto dettagliata, che indica orari e luoghi di comportamenti criminosi in città, da me consegnata in primis al Prefetto, perché provvedesse a muovere le forze dell’ordine su obiettivi mirati con azioni efficaci. Questa mappa che noi abbiamo lasciato in eredità e di cui Invernizzi fa giustamente uso, è stata costruita dal mio assessorato con il contributo dei cittadini e delle associazioni territoriali, attraverso un’ottima collaborazione con le circoscrizioni tutte, anche quelle di centro destra. In chiusura, l’assessore ammette che in città la situazione non è allarmante, che qui non siamo a Bari vecchia, né a Brescia né a Milano. Ammissione che fa a pugni con le dichiarazioni fatte in campagna elettorale, dove Bergamo veniva dipinta città pericolosa più di Napoli e Palermo, e con spot elettorali in cui ladri e spacciatori “facevano festa” con l’amministrazione Bruni. Furbizie da campagna elettorale, si dirà. La formula è semplice: prima si semina spaventando gli elettori, poi il raccolto è sicuro. Ma fino a quando gli elettori accetteranno di essere trattati in questo modo?
Dario Guerini ex assessore alla sicurezza
Lettera pubblicata il 21 ottobre 2009 su "L'Eco di Bergamo"
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