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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 Bergamo, 3 agosto – La scuola non è ancora iniziata, ma mette già le mani avanti Luigi Roffia, il dirigente dell’ufficio scolastico provinciale. Ha infatti scritto ai dirigenti scolastici di Bergamo e per conoscenza al sindaco Tentorio e a Pirovano, per informarli che la nostra provincia avrà 300 insegnanti in meno e che “ C’è un forte ritardo, non riferibile al nostro ufficio, nelle varie attività (definizione dell’organico, trasferimenti dei docenti e degli ATA, assegnazioni ed utilizzazioni provvisorie) sia rispetto agli altri anni ma anche rispetto allo scorso anno”. Famiglie e studenti sono avvisati.
Bergamo, 20 luglio - Il volantino della Lega: 40 giorni e qualche bugia per rispondere ai manifesti dello struzzo spiegano bene le difficoltà della Lega a mantenere le promesse elettorali. Ma anche le talpe sanno vedere le bugie: Il verde: con le loro modifiche il PGT ha perso una delle 3 stanze verdi e il Parco Agricolo. I metri cubi di cemento: sono quelli previsti dalla giunta Tentorio per realizzare il nuovo stadio con annessi parcheggi e supermercato. La colata di cemento si eviterà (forse) solo se Percassi deciderà di farlo fuori Bergamo. La sicurezza: la situazione alla Malpensata è peggiorata negli ultimi mesi, come continuano a segnalare i residenti esasperati dalla situazione di degrado urbano. E così pure per il piazzale degli Alpini. Le loro ricette su abusivi e sicurezza non funzionano e questo lo vedono bene anche i ciechi, non solo le talpe. Ma questo è un volantino che fa anche sorridere: chi mai a Natale passeggiando per Bergamo ha pensato di essere a Parigi? e chi non sa che ogni anno è l'A.N.A. (formidabile macchina organizzatrice) che si occupa di tutta l'adunata nazionale alpini lasciando ai comuni ospitanti la sola competenza della chiusura delle strade? Leggi il volantino della Lega
Bergamo, 14 luglio - La Lista Bruni ricorda Eugenio Bruni, uomo libero. La sua battaglia per la democrazia del nostro Paese, la difesa dei valori di libertà, di giustizia e di solidarietà come valori fondanti e condivisi di una comunità e obiettivo finale della lotta politica, resteranno patrimonio e memoria della nostra Città. A Roberto, nel dolore per la morte del padre, il nostro grande abbraccio.
 Bergamo, 6 luglio - La mostra fotografica “baci rubati” ostacolata dall’amministrazione comunale di Bergamo, che ha negato nei mesi scorsi l’autorizzazione all’utilizzo degli spazi aperti originariamente richiesti per la mostra, sarà ospitata dall’europarlamentare Rosario Crocetta (PD) presso la sede istituzionale di Strasburgo. Lo stesso Crocetta, appresa la notizia del diniego, aveva invitato le amministrazioni ad una maggiore apertura verso un progetto di società dove la solidarietà e l’attenzione per i diritti, possano diventare veramente patrimonio collettivo e coscienza civile diffusa. La mostra, verrà presentata presso la Sala Stampa del Parlamento Europeo, a Strasburgo, oggi 6 Luglio alle ore 16h30. Verra' invece inaugurata lo stesso giorno alle 18.00, alla presenza di Martin Schulz, presso la Galerie Nord.
La proposta di Nadia Ghisalberti, consigliere comunale della Lista Bruni, nel suo intervento al dibattito sul turismo. D’accordo: il turismo può rappresentare una svolta storica per Bergamo.. E mai amministrazione, almeno a parole, ha puntato sullo sviluppo del turismo quanto quella Tentorio. E Il sindaco non perde occasione di ribadirlo. Ma se ci credono, perché su un tema che dovrebbe coinvolgere tutti gli assessorati, si é scelto di affidare lo sviluppo del turismo ad una persona esterna alla Giunta? O il Sindaco si tiene la delega, perché ci crede e la esercita, o la affida ad un assessore che ha i poteri per occuparsene davvero. Se il tema è centrale per lo sviluppo della città, non andrebbe affidato a consulenti che non hanno rappresentanza politica, né portafoglio. E poi: turismo? Quale turismo per Bergamo? Forse è venuto il momento dei contenuti e di uscire dal corto circuito delle parole - rete, sinergia, volano, fare sistema - e darsi un obbiettivo: potrebbe essere “Bergamo Capitale Europea della Cultura”. Sì, perché nel 2019 toccherà all’Italia esprimere la Capitale Europea della Cultura. E’ questo il grande evento a cui la città deve puntare, l’occasione da non perdere. Con un orizzonte temporale ben preciso: bando nel 2012, assegnazione nel 2014. Candidare Bergamo – vinca o non vinca - è una sfida che costringerà ad avere delle strategie di sviluppo, per la cultura soprattutto, per i prossimi dieci anni. E avrà ricadute ben oltre il 2019 ( basti vedere che cosa è oggi Lille 2004). Il progetto dovrà rispondere ad un tema di dimensioni europee, fondato sulla cooperazione culturale, che promuova la partecipazione dei cittadini e che sia in rete con altre città europee (e qui il progetto UNESCO, lanciato dall’amministrazione precedente, con Bergamo capofila delle città legate dall’aver avuto fortificazioni venete, da Venezia alla Grecia, sarebbe strategico. A che punto siamo? Da tempo il consiglio comunale non viene aggiornato su un progetto che, solo un anno fa, era ben instradato). Ma Bergamo ha le carte in regola per poter aspirare a essere Capitale Europea della Cultura? Sì: la nostra città ha vissuto negli anni scorsi una grande stagione di restauri, che ha esaltato il nostro patrimonio storico e i luoghi della cultura e che oggi dovrà proseguire con il Teatro Donizetti, il museo donizettiano (che è della MIA, ma rappresenta una risorsa strategica per la città); nuove aree archeologiche sono venute alla luce e dovranno essere valorizzate e rese fruibili; il PGT ha individuato in città il polo delle arti figurative ed un percorso che unisce la Pinacoteca Carrara, la GAMeC e in futuro, si spera, la Montelungo. Abbiamo i Musei Civici. E un “cartellone” della città ricco di iniziative prestigiose: dalla musica al cinema, dall’arte contemporanea al teatro e alla danza… Le altre città in gara (per ora) sono: Matera, Bari, Brindisi, Catania, Terni, Ravenna, Siena, le città del Nord-Est. Nessuna ha più di quanto può offrire Bergamo. Ma tutte ci hanno bruciato sul tempo. Tutte hanno già presentato la loro candidatura e il logo, qualcuna si è già data il tema su cui lavorare. Ravenna, per esempio, “mosaico di culture”, ha già nominato un comitato presieduto da Sergio Zavoli, gode del sostegno di tutti i comuni della Romagna e può contare sulla famiglia Muti che si batte da anni. Se davvero si vuole dare una prospettiva al turismo e alla cultura, anche Bergamo dovrebbe essere della partita. Il Sindaco ne ha fatto un timido cenno nelle linee programmatiche di inizio mandato. Bene - dott. Tentorio - adesso facciamo i passi che servono perché Bergamo possa candidarsi davvero ad essere Capitale Europea della Cultura. Forse alla fine non vinceremo, come Smirne non è riuscita ad aggiudicarsi l’Expo 2015, ma ci resterà un patrimonio inestimabile di progetti e di relazioni per la Bergamo di domani.
Bergamo, 2 luglio 2010
Bergamo, 29 giugno - Il commento di Stefano Zenoni, consigliere comunale della Lista Bruni, sulla transazione approvata ieri in consiglio comunale con il voto contrario di Lista Bruni, PD, IdV e Verdi.
La complessa vicenda del PII Sace è tornato in Consiglio Comunale. L’attuale maggioranza che governa Palazzo Frizzoni è riuscita a concordare con l’immobiliare una riduzione dei volumi da realizzarsi sull’area. Sono circa 3.800 mq di superficie lorda di pavimento in meno. Inoltre si porrà un limite di altezza pari a sette piani, in sostituzione dei dieci previsti in precedenza. Era una promessa della campagna elettorale di Tentorio e a detta sua è una promessa mantenuta. Tutto bene dunque? Non proprio. Qualcuno potrà anche gioire delle riduzioni volumetriche e dei piani in meno, per carità, ma è necessario che si sottolineino anche le controindicazioni di questa ricetta. Tralasciando di approfondire la scelta formalmente “inconsueta” di dare a questa nuovo accordo la veste di una transazione, pur non sussistendone gli elementi, bisogna innanzitutto sottolineare che le riduzioni quantitative interesseranno in grandissima parte la porzione produttiva prevista nel PII originario. Circa l’87% della riduzione prevista cade su questa funzione. La residenza calerà di soli 487 mq, la superficie di 4 o 5 appartamenti. Dal momento che il taglio di tre piani sulle altezze non sarà compensato dai 487 mq di riduzione, è evidente che si dovrà rifare completamente il progetto. Gli edifici saranno più bassi e più larghi, forse da due dovranno diventare tre. Il progetto torna dunque ad uno stato di completa incertezza e sembra destinato a rivelarsi molto meno generoso di spazi pubblici e spazi aperti, in virtù delle nuove modifiche. Ai Consiglieri è stato chiesto di votare queste riduzioni senza alcuna indicazione progettuale. Come se la quantità fosse sempre e comunque più importante della qualità. E’ molto difficile pensare che sia così, a fronte di una riduzione tanto contenuta. Il Comune incasserà quasi un milione di euro in meno di standard perché questo è il valore dello sconto proporzionato alla riduzione dei volumi. In virtù di tale riduzione la maggioranza di centro destra ha deciso di puntare su un progetto di recupero del Campo Utili con minori trasformazioni rispetto all’ipotesi precedente. In Consiglio comunale si è sviluppato un dibattito “surreale” durante il quale alcuni esponenti della maggioranza rivendicavano tale scelta come un grande successo, dal momento che il progetto precedente di sistemazione del Campo Utili avrebbe, a detta loro, svilito la funzione sportiva del complesso. Niente di più falso, dal momento che si era pensato di rifare il campo da calcio , di potenziare i servizi esistenti e di aggiungerne di nuovi. Non volendo essere prevenuti a priori, verosimilmente, anche la nuova ipotesi di sistemazioni potrà essere soddisfacente, ma sicuramente scomparirà il sottopassaggio ciclo-pedonale di collegamento tra il Campo Utili e il quartiere della Conca Fiorita. Stranamente avversato da PDL, Lega e Lista Tentorio (tanto da presentare un ordine del giorno specifico per chiederne lo stralcio), tale sottopassaggio avrebbe messo in sicurezza l’attraversamento di Via Baioni. Dunque, riassumendo, che resta di questo chiacchieratissimo Piano Integrato di Intervento? In virtù delle modifiche di questa maggioranza il PII sarà quantitativamente più contenuto e gli edifici avranno minore altezza. Gli spazi aperti saranno però molto inferiori e gli edifici saranno verosimilmente tre invece che due. Si usa il condizionale perché il progetto cade nuovamentenello stato di più totale incertezza. Una sola cosa è certa: non si farà il sottopassaggio in Via Baioni e l’attraversamento della strada resterà pericoloso come è oggi. A volte è meglio chiedersi se le promesse, mantenute o meno, siano davvero necessarie.
Bergamo, 25 giugno - Troppi e senza pianificazione i cantieri aperti in centro: è questa l'accusa che l'avv. Caffi, presidente dell' ACI, fa all' assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Bergamo (Saltarelli, della Lega). Cantieri sono aperti in via Cucchi, in via Verdi, in via Locatelli. E poi ancora in via S. Giorgio. Da lunedì toccherà a via Maj e dal 5 luglio, invece, verrà chiusa la galleria della Conca d'Oro. I cittadini si devono preparare a giornate difficili. "E' una situazione insostenibile" dice l'avv. Caffi. Siceramente non ne siamo sorpresi. Quando si sceglie una persona non per le competenze ( o per i voti presi, visto che le preferenze non erano bastate a Saltarelli per entrare in consiglio comunale), ma perchè espresso dalla Lega e lo si premia con un assessorato ...beh, prima o poi i problemi si vedono e a pagarli sono i cittadini.
Bergamo, 24 giugno - "Vogliamo essere informati su cosa bolle o non bolle in pentola". L'argomento è il collegamento ferroviario con Orio al Serio che le opposizioni chiedono di discutere nelle sedi istituzionali e non solo in sedi riservate. Per questo oggi, in una conferenza stampa, a nome delle opposizioni, Roberto Bruni, Elena Carnevali e Giuseppe Mazzoleni per Lista Bruni, Pd e Udc in Comune con Franco Cornolti, capogruppo Pd in Provincia, hanno motivato la richiesta di Consigli, comunali e provinciali, convocati in seduta straordinaria. "Ci pare - ha detto Bruni - che sfuggano i collegamenti fondamentali con Porta Sud che è una operazione non solo urbanistica ma trasportistica. Immaginare questa struttura senza considerare la complessità dei nessi è un rischio che vogliamo evidenziare. Inoltre, crediamo che venga sottostimato il rapporto con le Ferrovie dello Stato; la maggiorparte del sedime ferroviario, su cui viaggerà il treno, è delle Ferrovie ed esiste un protocollo di intesa che le vincola ad impegnare le plusvalenza sul sito e su questa infrastruttura". Le opposizioni chiedono che la discussione venga fatta prima dell'estate e non a settembre come si è iniziato a paventare a Palazzo Frizzoni. Si attendono comunicazioni dalle due Amministrazioni.
Bergamo, 23 giugno - Una lunga catena di 250 biciclette legate l'una all'altra per protestare contro l'eliminazione della pista ciclabile di viale G. Cesare: è questa la singolare e riuscita iniziativa ideata dal comitato genitori della scuola Camozzi alla quale hanno aderito tantissimi cittadini, la Lista Bruni, il PD e i Verdi e Legambiente. La catena di biciclette ha raggiunto la lunghezza di tutta la pista ciclabile e si è poi diretta davanti Palazzo Frizzoni tra scampanellii e grida di " bi-ci - li-be-ra!".
Bergamo,23 giugno - Roberto Bruni e Valerio Bettoni rimettono in careggiata la questione della Scuola di Magistratura, oggetto di polemiche gratuite da parte del Presidente della Provincia Ettore Pirovano. Di seguito le dichiarazioni di Bruni e Bettoni.
“Come è noto, per iniziativa dell’allora Ministro della Giustizia ed attuale senatore leghista Roberto Castelli, Bergamo è stata designata quale una delle tre sedi della Scuola Superiore della Magistratura. Tramontata la prima ipotesi della collocazione della sede della Scuola a Caprino Bergamasco, nell’ex Collegio Celana, ci demmo da fare, nella nostra veste di Sindaco della città e di Presidente della Provincia, per trovare una sede idonea in città perché preoccupati della insistita segnalazione, da parte dei competenti organi del Ministero della Giustizia e di alcuni parlamentari bergamaschi, in particolare del sen. Castelli, che un ritardo nel reperimento dei locali avrebbe comportato il rischio della assegnazione della sede della prestigiosa istituzione ad altra città. Si arrivò così, il 30 settembre 2008, alla sottoscrizione di un protocollo d’intesa tra Comune e Provincia da un lato, e Ministero della Giustizia dall’altro, con cui si prevedeva la sede definitiva della Scuola a Palazzo Lupi, di proprietà demaniale, e la sede provvisoria in locali del Collegio S. Alessandro presi in locazione per questo motivo da Comune e Provincia, per un canone annuo di 242.800 euro. Come è andata, è noto: i locali sono a tutt’oggi desolatamente vuoti perché della Scuola Superiore della Magistratura non si vede l’ombra, così come non si è vista l’ombra nemmeno dei corsi di formazione per magistrati che, nel frattempo, avrebbero dovuto svolgersi, come annunciato con enfasi nell’ottobre scorso dall’on. Pirovano, dopo una ulteriore visita a Bergamo del dr. Birritteri, Direttore Generale del Ministero.
Questi i fatti ed è quindi davvero stupefacente che l’attuale Presidente della Provincia on. Ettore Pirovano, l’altra sera, nel rispondere in Consiglio Provinciale ad una interpellanza sull’argomento, anziché prendersela con le inadempienze romane, come correttamente ha fatto il Sindaco Tentorio rispondendo ad analoghe interpellanze in Consiglio Comunale e come fa oggi l’on.Fontana, che punta il dito sui ritardi del Consiglio Superiore della Magistratura nel designare i membri di sua pertinenza nel Consiglio di Amministrazione della Scuola, se la prenda con chi scrive, rei di avere sprecato denaro pubblico avendo firmato un protocollo d’intesa con il Ministero, anziché con il C.S.M..
Nulla di meno vero: l’on. Pirovano sa o dovrebbe sapere che le dotazioni infrastrutturali della Scuola Superiore della Magistratura, come quelle di qualsiasi sede giudiziaria, sono ovviamente di competenza ministeriale e, del resto, non crediamo proprio che il Ministro Alfano, per giunta alla presenza compiaciuta di molti parlamentari bergamaschi del centrodestra, avrebbe firmato un protocollo d’intesa relativo ad un affare non di competenza ministeriale.
Evidentemente, il ”padano” Ettore Pirovano, che pratica, menandone anche vanto, lo sport del doppio incarico dividendosi tra Roma e Bergamo, privilegia i ritardi e le furbizie romane rispetto alla correttezza e alla serietà bergamasche e non esita quindi a prendersela, più che con i veri responsabili dello spreco di denaro pubblico, con chi ha ritenuto di operare, una volta di più, con spirito di leale e costruttiva collaborazione istituzionale.
Consigliamo all’on. Pirovano maggiore serietà ed impegno: il poco tempo a disposizione per la Provincia lo impieghi per realizzare finalmente qualcosa - dato che, in un anno, di risultati della sua azione amministrativa non se ne sono visti - invece di sprecarlo inventando bandiere e bandierine o attaccando chi lo ha preceduto, i suoi alleati del PDL e, addirittura, gli stessi leghisti, come ha fatto in una sconcertante, recente intervista”.
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