Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
3 febbraio 2012 - L'amministrazione ha dato incarico ad una società milanese, la Fabbrica delle Idee srl, di occuparsi di comunicazione, ufficio stampa, segreteria organizzativa e ricerca di potenziali sponsor per la candidatura di Bergamo a Capitale Europea della Cultura 2019. Compenso previsto € 28.000. Roberto Bruni e Nadia Ghisalberti chiedono un chiarimento. Non si tratta di mettere in dubbio la legittimità di tale determina, ma di aver presente che "la campagna di comunicazione riguardante la città candidata è un elemento chiave della programmazione della Capitale" (punto 10 della Guida per le città candidate - Commissione Europea). Ci si chiede quindi in base a quali requisiti sia stata scelta questa società, quali esperienze abbia maturate in campo di relazioni pubbliche e rapporti con le istituzioni europee e di partnership con le imprese per poter essere all'altezza del compito affidatole. Una rapida ricerca nella rete ha dimostrato che la società è priva ad oggi di un sito web, cioè del più banale ed immediato strumento di presentazione delle proprie aree di attività, delle campagne già realizzate, dei clienti privati o istituzionali. Un'altra cosa che appare strana è che al numero di telefono della Fabbrica delle idee (trovato sulle pagine bianche) risponde una certa Fondazione DNart, via dell'Orso 16 – Milano (stesso indirizzo della Fabbrica delle idee). Fondazione presieduta fino ad un anno fa da Riccardo Bertollini, l'uomo scelto dall'amministrazione come project manager della candidatura a città CEC2019. Non convince del tutto nemmeno l'affidamento per 12 mila euro alla Cerri & Associati (questo sì studio di design di grande prestigio) per la rielaborazione del logo e costruzione della gabbia grafica del sito per la candidatura. Siamo sicuri che non esistana a Bergamo socità di web design all'altezza del compito? era proprio necessario ricorrere ad una società di milano? I primi investimenti dell'amministrazione per la candidatura non hanno certo contribuito alla valorizzazione del nostro territorio.
Leggi l'interpellanza.
INTERPELLANZA A RISPOSTA ORALE
Oggetto: Chiarimenti in merito alla determina N. 2625 del 24/12/2011 Registro
I sottoscritti consiglieri comunali,
premesso che
  • La determina N. 2625 del 24/12/2011 Reg ha come oggetto l'Affidamento di servizi nell'ambito del processo di candidatura della città di Bergamo a Capitale Europea della Cultura 2019 per una spesa complessiva di € 40.000; La determina affida alla società Fabbrica delle Idee srl, con sede a Milano–via dell'Orso 16 - il servizio di comunicazione e ufficio stampa, la segreteria organizzativa, la proposta di marketing, il supporto per la selezione e la ricerca di potenziali sponsor per una spesa complessiva di € 28.000;
  • La determina affida allo Studio Cerri & Associati srl con sede in Milano – via Aurelio Saffi, 35 – il servizio di impostazione grafica basata sul logo fornito dal Comune e di progettazione gabbia grafica del sito relativo alla candidatura per una spesa complessiva di € 12.000 (di cui € 3.600,00 liquidati a titolo di anticipo); considerato che
  • la candidatura deve iscriversi nello sviluppo di lungo termine della città, coinvolgendo gli operatori del mondo culturale ed economico, facendo crescere nuovi talenti e nuove professionalità, determinando così anche una importante ricaduta economica sul territorio;  
tutto ciò premesso e considerato i sottoscritti consiglieri comunali
interpellano il Sindaco e l'assessore alla cultura per sapere:
  • se è stata presa in considerazione e si siano valutate agenzie di comunicazione e marketing con sede nella città o nella provincia di Bergamo in grado di offrire il servizio richiesto;e quindi per quali requisiti sia stata scelta la società Fabbrica dei Sogni srl ( agenzia di comunicazione ad oggi sprovvista di sito web);
  • se è stata presa in considerazione e si siano valutate agenzie specializzate in comunicazione digitale, web design e siti internet di Bergamo e provincia per la rielaborazione del logo e la costruzione di un sito web; quali siano i rapporti tra la Fondazione DNart e la Fabbrica delle idee srl, società di natura giuridica diversa, ma che hanno in comune l'indirizzo (Milano, via dell'Orso, 16) e il numero di telefono (02 29010404);
 Si resta in attesa di ricevere cortese risposta verbale nei termini previsti dall’art. 65 del vigente Regolamento del Consiglio Comunale.
Roberto Bruni  Nadia Ghisalberti
Bergamo, 3 febbraio 2012
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24 gennaio 2012 - Il motivo? I verbali non sono stati spediti in tempo. Lo fanno notare Roberto Bruni e Nadia Ghisalberti che con un'interpellanza chiedono spiegazioni alla Giunta. Pare che l'azienda incaricata dal comune di stampare i verbali li abbia trasmessi alla Polizia Locale in ritardo. Un certo numero di verbali non notificati è, diciamo, "fisiologico", ed è anche vero che nell'agosto del 2011 la normativa ha abbassato i termini della notifica da 150 a 90 giorni. Ma l'aumento vertiginoso dei verbali non consegnati (e quindi delle sanzioni perse dal Comune) pare essere davvero troppo alto. Infatti nel corso dell'anno 2009 il fenomeno ha riguardato 428 verbali, nel 2010 il numero è salito a 1.285 e, nel solo primo semestre del 2011, il numero dei verbali non spediti perchè consegnati fuori termine è lievitato a ben 3.172. Il che corrisponderebbe ad oltre 100.000 euro di mancato introito per il Comune. Una cifra certo non trascurabile per le casse dell'amministrazione.
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Di passionecivica (del 24/01/2012 @ 13:11:05, in Mobilità, linkato 7 volte)
23 gennaio 2011 - E la crisi, alla fine, portò all’accensione delle telecamere in Città Alta…
Dal blog di Stefano Zenoni //stefanozenoni.altervista.org/.
Se i tempi della politica fossero sempre quelli che adotta l’attuale amministrazione della città di Bergamo, probabilmente non si affronterebbe alcuna questione con la dovuta tempestività. Ricapitoliamo brevemente: l’ultimo anno di Amministrazione Bruni (primi mesi 2009) vengono installate le telecamere per controllare gli accessi a Città Alta ed impedire ai non residenti di scorrazzare per le vie del centro storico in automobile. Le telecamere vengono installate, ma non vengono accese, poiché l’amministrazione è in scadenza e non vi è il tempo di testare il sistema (con il rischio, ammettiamolo pure, di disguidi impopolari). La coalizione di centro destra vince le elezioni (giugno 2009) e delle telecamere non se ne parla più o se ne parla poco e male. Il nuovo assessore alla mobilità Gianfranco Ceci cita sovente le telecamere, ma nonostante il sistema necessiti solo di essere sperimentato ed avviato, non succede nulla. Inizia il lungo stillicidio di motivazioni e scuse più o meno ufficiali e più o meno tecniche a giustificazione della mancata accensione: è un sistema complicato, bisogna capire bene chi può entrare provvisoriamente e chi no, bisogna concertare con i commercianti, bisogna installare i pannelli informativi (per una ZTL esistente da un ventennio erano davvero fondamentali?), bisogna fare molte cose che nemmeno si sanno, ma bisogna comunque farle. Tutte buone ragioni, per carità, ma è poco comprensibile come questa concertazione abbia richiesto due anni e mezzo di tempo.
Non ho mai mancato di sottolineare come le difficoltà tecniche, a mio modesto parere, mascherassero una volontà politica di evitare, o quantomeno ritardare, l’accensione del dispositivo. Al periodo delle scuse ufficiali è seguito poi il periodo delle scadenze non rispettate. Sempre l’Assessore di riferimento ha spesso indicato date di accensione, puntualmente procrastinate nel tempo, ottenendo l’invidiabile risultato di eleggere il sistema di controllo degli accessi al centro di Bergamo come il più testato e complicato d’Italia e del mondo civilizzato. Forse adesso ci siamo per davvero… addì, un qualche giorno futuro del 2012. Da qualche mese sono comparsi i pannelli informativi e nonostante continuino ad esporre comunicazioni di “prove tecniche” (o politiche?), pare che il solco sia ormai tracciato. Cosa resta di questa lunga vicenda durata più di due anni? L’Amministrazione Tentorio sembrerebbe storicamente priva del coraggio e della volontà politica di accendere tempestivamente le telecamere per controllare gli accessi automobilistici al centro storico. Si è perciò ritardata a dismisura una decisione importante per la qualità urbana della nostra Città Alta. Le sacrosante ragioni ambientali e civili non sono mai riuscite a smuovere l’inerzia di questa Amministrazione e solo oggi che le casse del Comune piangono miseria, improvvisamente le telecamere sono diventate utili, necessarie ed accendibili, trasformando, forse, uno strumento di civiltà in un mero strumento di cassa.

(Trad. titolo, banalmente: “meglio tardi che mai”)
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16 gennaio 2012 - Tentorio è risultato al 91° posto (su 104) per gradimento fra i suoi cittadini stando ai risultati della classifica annuale pubblicata dal Sole 24 Ore, nell'ambito del Governance Poll sugli amministratori locali affidato ogni anno all'Istituto Ipr Marketing. Con una percentuale di consenso davvero bassina: 47%, ovvero -7,5% rispetto allo scorso anno. Primo il sindaco di Napoli Luigi De Magistris con il 70%. Dietro di lui, con il 66%, arriva il neo-sindaco di Cagliari Massimo Zedda.
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Di passionecivica (del 16/01/2012 @ 09:44:08, in Polizia Locale, linkato 20 volte)
16 gennaio 2012 - Vien proprio da chiedersi dove è la Polizia Locale. Sono troppe le zone in città dove, complice l'assenza di controlli, i divieti di sosta e le ztl non vengono rispettate creando spesso situazioni di pericolo. Come nella zona di piazza del Delfino, con auto parcheggiate a tutte le ore che rendono pericoloso l'incrocio tra le auto che salgono da via Pignolo per girare in via San Tomaso e le auto che (anche infrangendo la ztl) scendono da via Pignolo per andare in via Masone. Non è bello vedere il sagrato della chiesa di San Bartolomeo coperto di auto, o le auto che a tutte le ore parcheggiano in Piazza Pontida (infischiandosene del divieto di accesso) o attorno al vecchio Tribunale. E' una situazione che esaspera i cittadini, che fa dire "va beh, da domani anch'io parcheggerò dove mi pare, non posso essere l'unico fesso che rispetta i divieti". Grande enfasi era stata data dall'assessore Invernizzi sulla riorganizzazione della Polizia Locale, ma a giudicare dai risultati, anche in tema di sicurezza, noi pensiamo sia stato un vero fallimento e che qualche cosa debba essere rivisto. C'era anche la buona usanza (e la trasparenza) di rendere pubblici i dati del lavoro della polizia municipale, una volta l'anno. Con questa amministrazione invece non si sa più nulla dal dicembre 2009. Perché?
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28 dicembre 2011 – E' una conferenza stampa a 360 gradi quella tenuta a fine anno da Roberto Bruni e dalle minoranze che non sono certo soddisfatte del continuo grido d'allarme di Franco Tentorio sui conti del Comune. Allarme certamente giustificato e dovuto alle ultime manovre che hanno via via tagliato i fondi destinati all'ente locale. Ma, ha rilevato il leader dell'opposizione, “manca la politica, quella in grado di affrontare i problemi e di decidere le priorità. Si affrontano le emergenze, man mano si presentano, ma non c'è un disegno o un programma”. E accusa la giunta di responsabilità per il ritardo con cui si è mossa sul tema delle alienazioni, nessuna delle quali è ancora andata in porto. E questo pesa sul bilancio del Comune. “Il patto di stabilità andrebbe allentato, o almeno le spese per gli investimenti dovrebbero essere fuori dal patto” ha continuato Bruni, “ Non ci piace che metà dell'IMU vada allo Stato”. Sui problemi del bilancio comunale rimarca la saggezza della decisione presa durante il suo mandato di non procedere alla realizzazione della Tangenziale Est ( “abbiamo recuperato 1 o 2 POP senza accedere a mutui”) e la lungimiranza della fusione BAS- ASM ora divenuta A2A. Conferma poi la disponibilità delle minoranza ad un confronto aperto e vero sulle decisioni da prendere per il futuro in tema di tagli e revisione della spesa. Sulle 4 opere pubbliche più volte enfaticamnete annunciate dalla maggioranza come obiettivi dell'anno 2011 sottolinea invece come nulla sia stato ancora concretamente messo almeno sulla carta e che “sono opere o ereditate dalle precedenti amministrazioni (restyling della Stazione, parcheggio di città alta) o scelte non dell'amministrazione (Nuova Gamec)”. Mentre, ha poi osservato Bruni, “non si ha nella giusta considerazione l'unica grande opera pubblica (dopo il nuovo ospedale), che si sta realizando a Bergamo: il Nuovo Gleno. Così come non sono sembrati particolarmente caldi i dovuti ringraziamenti all'Italcementi per i 6 milioni di euro donati per la sua realizzazione”. Le accuse più pesanti sono poi in tema di mobilità ( il PUT non è ancora stato presentato) e di sicurezza. In particolare l'ex sindaco ha puntato il dito contro la mancanza di dati sulle attività della polizia locale che ogni anno venivano presentati ai cittadini. Con l'amministrazione Tentorio i dati sono invece fermi al dicembre 2009, eppure proprio questo era il tema forte della campagna elettorale della Lega.
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22 dicembre 2011 - All’atto della sottoscrizione dell’accordo di programma relativo alla nuova sede della Accademia della Guardia di Finanza il Presidente Formigoni si dichiarava “orgoglioso per la scelta di insediare in territorio lombardo una scuola di specializzazione così prestigiosa anche perché la questione sicurezza era un punto di forza del governo regionale”. Dal canto suo, l’allora sottosegretario alle Infrastrutture Mantovani ricordava “come un’ opera del genere possa essere un importante gesto di federalismo, data la cifra di circa 250 milioni di euro circa, un segno forte di attenzione: anche per il governo la sicurezza è una priorità assoluta” Il successivo scorporo dei finanziamenti destinati a quest’opera fu motivato dal Governo Berlusconi con l’emergenza Abruzzo, ma la città di L’Aquila è ancora oggi lasciata a se stessa, mentre i faraonici progetti per il Ponte sullo stretto di Messina si sono mangiati finanziamenti di milioni di euro per un’ opera assai discutibile anche solo sotto il profilo ambientale e che comunque non vedremo mai. In realtà, si decise già allora ciò che oggi è stato formalmente ratificato: l’abbandono del progetto di insediare nella nostra città, in una nuova sede, l’intero corso della Accademia della Guardia di Finanza. Lo scopo è quello di spianare la strada alla realizzazione di stadio, palazzetto dello sport ed aree commerciali per 50.000 metri cubi e 56mila metri quadrati di parcheggio che toglieranno verde all'area di Parco agricolo. Si chiude così un iter che mai la giunta Tentorio e la maggioranza hanno voluto veramente sostenere e difendere: la Lega votando da subito contro il progetto, il sindaco e il Pdl con l'inerzia (se non la compiacenza) dimostrata di fronte alla notizia dell'annullamento del progetto da parte del governo Berlusconi. Il risultato? 245 milioni di investimenti pubblici che non arriveranno più a Bergamo, in un momento di grande difficoltà anche per l’economia locale, mentre, di contro, il progetto di Parco dello Sport, comunque discutibile da un punto di vista urbanistico ed ambientale, si presenta di ben difficile realizzabilità per carenza delle ingenti risorse finanziarie necessarie. Un bel capolavoro! Grazie PDL e Lega!
I consiglieri comunali di Lista Bruni e PD
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Di passionecivica (del 21/12/2011 @ 15:44:32, in commercio, linkato 41 volte)
21 dicembre 2011 - Grazie all'OdG, approvato all'unanimità, presentato dal consigliere della Lista Bruni Stefano Zenoni saranno regolamentate le vetrine e le insegne della città.  Ecco il suo commento: "Il Consiglio Comunale ha approvato all'unanimità un ordine del giorno da me presentato sul tema della tutela delle zone storiche della città ed in particolare sulla questione delle vetrine e delle insegne degli esercizi commerciali in tali aree. Negli ultimi anni alcuni negozi si sono insediati in Città Alta e nei borghi, mostrando totale mancanza di rispetto verso le caratteristiche peculiari delle zone storiche. Luci al neon, colori fosforescenti, porte scorrevoli; questi sono solo alcuni degli elementi "stilistici" utilizzati, certamente più adatti ai corridoi di un centro commerciale che non alle viuzze medioevali. Proprio per evitare il protrarsi di simile brutture, ho pensato di impegnare il Comune di Bergamo a redigere entro il 2012 un regolamento specifico per le vetrine e le insegne dei negozi, in accordo con le disposizione già esistenti del regolamento edilizio e degli altri strumenti vigenti. Tale regolamento si avvarrà di un abaco per dettagliato, cioè di un campionario di soluzione ammesse, alle quali sarà obbligatorio attenersi. Sono sicuro che gli uffici comunali sapranno svolgere un ottimo lavoro in tal senso. Il tema è di grande attualità, anche se viene affrontato con diverse prospettive culturali. La maggioranza in Consiglio, costituita da Lega Nord e PDL, si merita un ringraziamento per aver sostenuto il mio ordine del giorno, ma insiste anche con il binario di future modifiche al regolamento del commercio, nel tentativo di poter condizionare le attività sulla base del prodotto venduto e della classe merciologica. Una strada difficile, forse impossibile (viste le recenti liberalizzazioni in tema di commercio), una strada che non condivido perchè velatamente ideologica. Tutti ricorderanno le polemiche sui kebab, fomentate dalla Lega, e la battaglia di quel partito per un commercio tipico contrapposto ad uno supposto come estraneo alla tradizione. Noi della minoranza crediamo sia più utile ed efficace percorrere il binario dell'estetica e delle norme edilizie. Innanzittutto il Comune ha in questo caso maggiori margini di intervento. In secondo luogo non si rischiano inutili e fastidiose discriminazioni. Inoltre si evitano cortocircuiti imprevedibili. Ad esempio, chi può garantire che un negozio è "tipico" (ammesso e non concesso che si riesca a dare una definizione di tale termine) allestisca vetrine rispettose?"
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Di passionecivica (del 15/12/2011 @ 19:10:53, in Mobilità, linkato 63 volte)
15 dicembre 2011 - 15 dicembre 2011 - L'amministrazione Tentorio assegnerà sabato mattina una benemerenza civica all'A.Ri.Bi., associazione nata per "studiare le soluzioni atte a sollecitare e favorire l’uso della bicicletta" e "instancabile promotrice di proposte per una mobilità sostenibile". La cosa naturalmente ci sorprende, e molto. Non certo perché non riteniamo meritevole l'A. Ri. Bi. di benemerenza civica, anzi. Ma ci ricordiamo bene che il primo atto di questa amministrazione, per volere del suo assessore Ceci, è stato proprio quello di smantellare due pezzi di ciclabile, senza pensare a sostituirle con un percorso alternativo. E oggi, dopo due anni e mezzo di amministrazione non è stato fatto proprio nulla a sostegno della ciclabilità dei quartieri, nulla per aumentare la percentuale di chi si reca al lavoro o a scuola in bicicletta. Mentre al di là di qualche roboante annuncio non seguito dai fatti, non si riesce a percepire nessuna idea di mobilità e sempre più auto arrivano nel centro cittadino rendendo invivibile la città e sempre più velenosa l'aria che respiriamo. Che una benemerenza valga ben due piste ciclabili (in meno) ?
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Di passionecivica (del 13/12/2011 @ 16:44:13, in cultura, linkato 73 volte)
13 dicembre 2011 - saranno consegnate domani al Sindaco Tentorio le 4.250 firme raccolte dal Movimento Piazza Vecchia Non Si Vende. Sono le firme dei cittadini che dicono NO alla vendita di Casa Suardi in Piazza Vecchia e che lanciano un appello al Sindaco e ai consiglieri comunali perché conservino lo storico edificio patrimonio della città. Leggi il comunicato stampa del Movimento Piazza Vecchia Non Si Vende Giovedì 14 dicembre ore 19,30 a Palazzo Frizzoni il Movimento Piazza Vecchia Non Si Vende: 4.250 firme di cittadini che dicono NO alla vendita di Casa Suardi in Piazza Vecchia. Appello al Sindaco e ai consiglieri comunali perché conservino lo storico edificio patrimonio della città. “ Ho il dovere di ascoltare la città e di prendere atto che la maggioranza del Consiglio Comunale non è favorevole alla vendita”. Nel luglio scorso, con questa dichiarazione, il Sindaco ci aveva rassicurato. Sulla spinta di un certo dissenso creatosi tra i cittadini, aveva fatto capire di aver accantonato la decisione di vendere Casa Suardi in Piazza Vecchia. Sono passati solo 4 mesi da questa dichiarazione e in questi giorni lo stesso Sindaco, nell'illustrare le difficoltà di bilancio del Comune di Bergamo, ha annunciato la messa all'asta del bene storico nel 2012. Le difficoltà di bilancio sono innegabili, ma la manovra del governo Monti ha aperto uno spiraglio per i Comuni che consiglierebbe quantomeno di sospendere per ora, una alienazione che impoverirebbe il patrimonio storico del Comune. Chi governa la città ha sì il compito di far quadrare i conti, ma anche il dovere, non meno importante, di tutelare e valorizzare il patrimonio di edifici pubblici che racchiudono la storia e la memoria della comunità. Vale la pena di ricordare, ancora una volta, che l'edificio di grande valore architettonico, patrimonio del Comune da quasi 700 anni, è stato la sede del Podestà Veneto e di grandi Istituzioni Pubbliche, dal Tribunale al Museo di Scienze fino a diventare sede dell'Università di Bergamo. Affacciato su Piazza Vecchia, stretto tra il Palazzo del Podestà Comunale (in procinto di essere inaugurato) e la Biblioteca Mai, a ridosso del Teatro Sociale, è parte di quell'unicum monumentale, civico e religioso, che è Piazza Vecchia. Come si può pensare di non mantenerne la funzione pubblica e culturale e cedere ai privati un palazzo così importante? Quando già si conosce la necessità di maggiori spazi per la Biblioteca Mai e l'esigenza di creare un secondo ingresso per il Teatro Sociale, o di trovare una nuova sede per il Conservatorio. Nello scorso mese di luglio il movimento Piazza Vecchia Non Si Vende, insieme alle associazioni e a tanti cittadini che hanno aderito, aveva avviato una raccolta di firme di cittadini contrari alla vendita di Casa Suardi. Domani, 14 dicembre alle ore 19,30 a Palazzo Frizzoni alcuni rappresentanti del Movimento consegneranno al Sindaco le 4.250 firme raccolte (di cui oltre 2.600 di residenti in città). Il Movimento si appella a tutti i consiglieri comunali affinché con il loro voto non sanciscano il definitivo distacco dell'edificio dalla sua comunità e chiede al Sindaco un gesto di vero coraggio: lasci Piazza Vecchia alla città. La consegna delle firme non costituisce la fine del Movimento Piazza Vecchia Non Si Vende che cesserà di mettere in campo le sue iniziative solo quando sarà certo che Casa Suardi verrà cancellata dalla lista dei beni posti in vendita. Movimento Piazza Vecchia Non Si Vende Bergamo, 13 dicembre 2011
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